2 Agosto 1980

Strage Di Bologna
Un giorno vissuto con pena e sofferenza

Il treno stava entrando nella stazione di Bologna. Erano circa le dieci e venti. Uno dei bigliettai si stava scusando del fatto che a causa del ritardo di un altro treno in partenza, noi saremmo stati parcheggiati su uno dei binari più distanti dalla stazione, non ricordo bene se l’undicesimo o oltre: comunque molto vicino al muro che divideva la fine dell’area delle ferrovie con via Carracci. Pensai che eravamo troppo adiacenti al muro per vedere la casa degli zii, la cui terrazza praticamente era sopra le nostre teste, altrimenti avrei visto quel così strano terrazzo curvato che dava sui binari praticamente…  Continua a leggere

#DicoLaMiaSu: I governi insistono a chiedere i dati codificati degli IM !!

Chiavi-Assimetriche

UK torna a chiedere l’accesso ai dati protetti delle chat di applicazioni come WhatsApp, Telegram e simili.

Come era da previsioni, dopo che è girata la voce, poi nessuno, che io abbia letto, l’ha confermata, che l’attentatore di Londra abbia usato WhatsApp per organizzare l’attacco, il governo inglese torna alla carica con le richieste di poter accedere alle chat criptate dei vari programmi di IM come WhatsApp, Telegram etc etc.

In passato la scusa erano i pedofili, adesso la scusa sono i terroristi, cambia periodo, cambiano i soggetti, ma le richieste son sempre le stesse.

Ma d’altronde il Regno Unito ha una tradizione piuttosto forte sulla questione intercettazioni di massa. Sembra quasi che tra loro e gli Americani, ci sia un cordone ombelicale che li tiene congiunti, in queste faccende di intercettazioni di massa: non importa quale sia il motivo; l’importante é poter controllare tutti indiscriminatamente e con il favore , almeno apparente, della legge.

Al di la della questione tecnica, che renderebbe apparentemente accontentare le richieste del Regno Unito, non riesco a capacitarmi del fatto che una volta chiarito, a fonte di prove inoppugnabili, di vari giornalisti, sia cartacei che informatici, continuino a vuole far passare come bene per il cittadino questa mania del controllo totale. È vero, rilanciando il discorso ogni volta che accade qualcosa inerente la pedofilia o il terrorismo, giocano sui sentimenti straziati o indignati del momento, ma dovrebbero aver capito, ormai, che la gente, passata l’onda emozionale, non ci casca più in quelle motivazioni di facciata, per le quali fanno queste assurde richieste.

Sembrano poi ignorare che esiste una galassia di programmi IM corredati di cifratura, per cui come pensando di poter imporre a tutti i programmatori, di questa micro galassia, di cedere alle loro richieste??? Tra le altre cose, e per fortuna, non tutti usano lo stesso sistema per garantire la codifica delle comunicazioni, per cui non posson nemmeno sperare di trovare una soluzione comune a tutti questi programmi che, una volta applicata, risolva loro il problema.

Salvo una backdoor chiaramente, ma chiunque crei programmi di IM che pretenda di vendere, o vedere installata la propria applicazione in massa, non può correre il rischio di essere sputtanati dal primo specializzato che arriva, dimostrando che hai una backdoor attiva sul tuo programma. Proprio perché ne esistono tanti, di IM, uno ci mette meno di 30 secondi per disinstallare la tua con la backdoor ed installarsene un altro !!

Insomma i governi devono mettersi in testa che su questa cosa non la spunteranno mai. Avevano qualche chance quando WhatsApp non aveva attivo ancora la possibilità di codificare i propri dati: essendo una delle poche che ancora non aveva attivato questa particolarità gli altri programmi IM potevano correre il rischio di vedersi inibire l’accesso da questo o quel paese, con la scusa della protezione del libero cittadino; ma ora che pure WhatsApp si è unita alla comunità di coloro che proteggono la privacy dei propri utenti, i vari governi, non hanno più punti, su cui fare leva, verso produttori come Telegram, Signal o altri.

Non che WhatsApp l’abbia fatto per la tutela del loro paro clienti, l’ha fatto perché si è accorta che altri IM, che prevedevano la codifica delle conversazioni, gli stavano portando via clienti. E sappiamo tutti come ragionano le aziende quando si vedono rodere il plafond di clientela: «Risolviamo il problema in qualche modo!!» sicuramente è stato l’urlo di battaglia lanciato da qualche amministratore delegato di WhatsApp!!

E l’unico modo per poter provvedere a quell’ordine era fornire un servizio, quanto meno sicuro almeno come gli altri IM in circolazione che si stavano rodendo il loro pacchetto clienti.

E di conseguenza squillino le trombe, mandate corrieri ai quattro angoli del mondo e diffondente la notizia: «WhatsApp rende disponibile la codifica delle conversazioni da questa data!!».

E questa notizia ha tagliato definitivamente le gambe a quei governi che minacciavano il blocco dell’uso di WhatsApp in questo o quel paese. Bloccare l’accesso a questa o quella applicazione perché permetteva di rendere non leggibili le conversazioni a terzi, corrispondeva a denunciare il vero scopo dei governi interessati che aveva portato al blocco.

Se vi ricordare succedeva piuttosto spesso con Telegram quando era ancora l’unica a proporre le chat codificate e succedeva in Brasile: paese noto per la sua deriva democratica. Da quando anche WhatsApp si è aggiunta al pari delle applicazioni che permettono la codifica, guarda caso, in Brasile non sono più occorsi blocchi da parte dello stato all’accesso a Telegram o altri IM: tanto ormai offrono tutti la codifica delle conversazioni per cui quel metodo non aveva più senso.

Quello che mi lascia più perplesso, al di la dei governi che tentano di mettere il naso nelle nostre chiacchierate con gli amici, è il fatto che poi lo stesso popolo che richiede servizi di cifratura per le loro chiacchierate, non facciano assolutamente nulla per proteggere loro altre fonti di informazioni, come la posta elettronica o i propri siti, personali o aziendali che siano.

Contrariamente a quanto si pensa l’arrivo delle app di IM non ha reso l’uso della posta elettronica meno intenso, tutt’altro. Specialmente a livello di lavoro, il volume della posta elettronica non ha subito alcuna flessione. Eppure sappiamo che quasi tutti i governi accedono alle nostre email leggendosi quello che vogliono quando vogliono. Come esiste la codifica delle conversazioni esistono anche metodi per proteggere anche le nostre email. Solo che il popolo è pigro per cui continua a farsi legger le email, ma vanta di avere il sistema per chattare più sicuro che esista al momento.

Sull’onda delle richieste di governi come quello del Regno Unito, nascono poi delle aziende che offrono email sicure con codifica, a patto che l’altro utente usi lo stesso servizio, o accetti di ricevere una mail con un allegato ed una password per leggere l’allegato.

Quello che mi fa sorridere è che queste aziende, per esempio la ProtonMailnon fanno altro che fare quello che l’utente potrebbe fare da solo: ossia usare strumenti come GPG per proteggere la propria privacy anche nella corrispondenza elettronica. Ti fornisce una chiave, e tu la usi in maniera trasparente per mandare mail codificate alla tua controparte. Cosa che potresti fare da solo e con qualunque provider, per assurdo con la peggiore in assoluto, in fatto di violazione, delle tue mail: ossia il servizio posta di Google: gmail.

Però piuttosto che mettesti li a studiare 30 minuti come si genera una chiave come usarla, preferiamo dare mandato, in modo silente, a qualcun altro che lo faccia per noi. Risultato? Vuoi una casella con accesso codificato che abbia un minimo di spazio per tenere tutta la tua mail di lavoro?

PAGA. Quando potresti farlo gratuitamente se solo ti prendessi la briga di studiare 30 minuti il metodo usato dalla stessa ProtonMail.

«Chi è causa del suo mal, pianga se stesso» cita un vecchio adagio, ed in questo caso mai fu più vero!! Pagate la ProtonMail, Safe-Net od altre aziende che hanno capito che siete disposti a pagare, piuttosto che imparare a questo punto sono solo affari vostri !!

Io continuo a farlo per conto mio, ed a titolo gratuito, però mi spiace vedere buttare via i soldi, indipendentemente che siano di una azienda o di un privato.

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#DicoLaMiaSu: Un’app per parlare e fare selfie con i morti (e qualcuno ci crede pure !!)

Questa, mi mancava: stavo scorrendo le notizie su Ansa.it e mi sono imbattuto in questo articolo su una applicazione che permetterebbe di fare selfy e parlare con chi è passato a miglior vita!!

Leggendo l’articolo le cose non stanno proprio così: non è una applicazione per ghost hunters, ma una applicazione che, una volta generato un avatar 3D, di una persona in carne ed ossa, permette, passando per l’Intelligenza Artificiale, di simulare una chiacchierata con una persona già registrata. Messa così ha già più senso!!

Certo è che al giorno d’oggi, si pretende di fare tutto con la tecnologia: anche parlare con chi non è più tra noi.

Ma davvero ne abbiamo l’esigenza?  È pur vero che l’uomo cerca di comunicare con i morti sin dai tempi delle caverne, ed è una esigenza che lo ha accompagnato per tutto il suo sviluppo sino ai giorni nostri.

Ma cosa porta una persona a credere che possa comunicare con un defunto, quando magari la persona è la prima a non credere ad una vita dopo la morte?

Un cattolico, da per scontato che esista una vita oltre la morte, eppure spesso son proprio cattolici quelli che cercano contatti con l’aldilà pur sapendo che secondo la loro dottrina non dovrebbero farlo. 

Cosa li spinge? L’impossibilità di accettare la dipartita ? L’incapacità di elaborare il lutto? O la speranza di avere informazioni di prima mano da chi, teoricamente in quanto morta, ha accesso alla conoscenza universale?

Qualunque sia il motivo, poi c’è gente che ne approfitta, come per esempio, questi programmatori, che giocando sul sottotitolo dell’applicazione, fanno credere che anche le sedute spiritiche si sono evolute la punto di essere incluse in una applicazione.

Ma ve l’immaginate una applicazione tipo Skype o Hangout che permettesse di inserire nella rubrica i nomi di persone defunte, per una chattata con il il carissimo defunto? Magari chattando perché non c’è segnale spiritico a sufficienza per poter comunicare a voce?

Tornando a bomba, chi fa pubblicità ad una propria applicazione dovrebbe usare un po’ più di giudizio, se non altro, per una questione di immagine. Credono davvero che la gente sia così stupida da bersi qualunque stupidaggine scrivano?

D’accordo la dabbenaggine, ma questi l’hanno proprio fatta fuori dal vasino!!

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#DicoLaMiaSu: Chi sono ??

Bella domanda!! Di sicuro una persona curiosa, che ama leggere, informarsi, dire la propria su argomenti vari.

Nato tanti anni fa (1961); il tempo e le situazioni di vita mi hanno formato con una mentalità decisamente aperta. Non sono avvezzo a commentare per il solo gusto di criticare; adoro la critica costruttiva, disprezzo chi cerca di prevaricare, sopratutto in rete, nascondendosi dietro un monitor.

Son gay, ho una relazione di lunga data, oltre 20 anni,  con il compagno che chiamo generalmente marito ormai per dato di fatto. Siamo due persone molto diverse l’una dall’altra, ma questo non ha fatto che arricchire la nostra unione. Non abbiamo, ovviamente, figli. E non credo ne vorremmo alla fin fine.

Non sto ad elencare tutti i miei interessi perché servirebbe un tomo solo per quello. Diciamo che essi vanno dalle ricette tradizionali, ai mandala, alle arti marziali, alla programmazione, allo sviluppo di oggetti informatici e di servizi, Insomma un po’ di tutto, di conseguenza, mi piace dire la mia su un po’ tutto quello che mi capita.

Buona lettura.

IR

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