Richieste di contatto e segnalazioni del fatto di essere seguiti… 

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Ormai è parecchio tempo che non scrivo più su Medium. Anche per il nuovo romanzo ho deciso di non pubblicarlo qui: il numero di italiano sopravvissuti all’americanizzazione della piattaforma è cosi basso che non ne vale la pena.

Spesso mi assale il dubbio, e la volontà, di prendere e cancellare le pubblicazioni aperte, nel tempo, e lasciare un unico laconico post con gli indirizzi dei corrispondenti miei blog.

Però mi capita, chiaramente, di venire qui a leggere articoli delle, ormai rimaste poche, persone che seguo su Medium. Ed ogni volta mi sorprendo a trovare nuove persone che mi seguono. Ora, premesso che, come dicevo, non pubblico più da parecchio tempo qui sopra, che le pubblicazioni non sono più aggiornate da allora, e che, giustamente, le statistiche riportatemi dal sito dicono che nessuno legge più quello che ho scritto, non mi spiego le notifiche nell’essere seguito da qualcuno.

Quando trovo una simile notifica, la prima cosa che faccio è andare a vedere se la persona in questione, abbia mai letto, o dato dei clap a qualche mio post, cosa che giustificherebbe, almeno in parte, il fatto di volermi seguire. Risultato? Z E R O —e ripeto lo considero normale visto che non pubblico qui da una vita—

Ma allora da cosa nasce l’esigenza di volermi seguire? Escludendo la più ovvia delle motivazioni, ossia seguirmi con la speranza che io ricambi la cortesia, cosi da far aumentare, se non altro, il numero dei propri follower, altre motivazioni non ne vedo: se non hanno mai letto i miei testi, se non hanno mai commentato un mio post, o commento, da dove diavolo gli salta in mente di seguirmi?

Tra l’altro, per una mia scelta personale, sino ad ora, e se dovessi riprendere a scrivere su Medium continuerei a farlo, ho scritto sempre in italiano. Pur essendo madre lingua anglosassone, non trovo il motivo di scrivere in inglese per attirare un pubblico che mi segua dall’altra parte del mondo!!

È pur vero che così facendo praticamente non mi segue più nessuno, perché i pochi rimasti, di italiani intendo, ormai sono spariti del tutto, o altri hanno deciso che anche il pubblico anglofono è un loro pubblico per cui scrivono in inglese.

Ahh bei tempi di quando esisteva la gestione delle lingue e di conseguenza dei vari paesi in Medium. Ahimè la dirigenza della piattaforma ha deciso, ad un certo punto, di concentrarsi solo sui lettori/scrittori in lingua inglese. Chiaramente la piattaforma esiste per far fare soldi a chi l’ha creata, per cui le decisioni di questo tipo non possono essere —almeno in teoria— discusse. Sebbene qualche considerazione credo ci sia il diritto di farla. In poche parole l’analisi è quella già esposta in altri posto e sedi:

  • inizialmente hanno accettato utenti che scrivessero in qualsiasi lingua; chiaramente la politica era portare quanta più gente dentro la piattaforma. Crearono addirittura dei gruppi che gestissero le pubblicazioni, chiamiamole locali, ottenendo per quanto riguarda gli italiani  almeno, un’ottima attenzione da parte degli scrittori/lettori italiani. Inoltre non va scordato che c’era anche una buona percentuale di persone non italiane che approfittavano dei pezzi in lingua italiana per migliore il proprio lessico e capacità di comprensione della nostra bella lingua.
  • La direzione di Medium ad un certo punto, almeno immagino, ha raggiunto il proprio scopo, ossia avere almeno X migliaia di utenti, indipendentemente dalla loro nazionalità, registrati al sito; ma le spese crescevano e le entrate languivano!!
  • Si è arrivati al prevedibile punto in cui hanno dovuto decidere che tipo di politica applicare per far diventare il sito una cosa che producesse del denaro.
  • Non hanno messo gli utenti al centro della decisione, questo è  poco, ma sicuro, ma la cosa non sorprese nessuno: già in passato avevano adottato delle soluzioni, sia grafiche che tecniche, che hanno stravolto totalmente la gestione dei blog aperti nella loro piattaforma, senza preoccuparsi minimamente delle ripercussioni che ne avrebbero avuto gli editori del materiale pubblicato.
  • Una delle prime azioni intraprese per far cessare l’emorraggia di denaro dalle loro casse fu licenziare i gestori delle pubblicazioni che avevo assunti per tenere in ordine le pubblicazioni in lingue diverse dall’inglese: era un annuncio sottinteso che era terminata l’era in cui era importante che si scrivesse, indipendentemente dalla lingua. In effetti da lì a poco la politica anglo centrica decisa per la piattaforma divenne evidente: tutto ciò che non era scritto in inglese sparì dalle varie time line. Ci fu un’ondata di indignazione, non solo dai non anglofoni, ma anche da molti degli stessi editori americani che videro in questo cambiamento, un orizzonte di problemi in arrivo anche per loro. Come in effetti successe da li a poco.

Per concludere: sicuramente loro hanno il coltello dalla parte del manico; quella piccola leva che ancora restava in mano agli editori, ossia i blog aperti con il proprio dominio furono isolati, e Medium non permise più di creare pubblicazioni con dominio proprietario. Nacque l’obolo mensile, che non sarebbe mai dovuto comparire, a detta del fondatore della piattaforma —in realtà non ci ha mai creduto nessuno a dire il vero— e tutte le pubblicazioni italiane minori, sono man mano morte, cosa che era chiaro volessero sin dal momento delle modifiche delle politiche della piattaforma.

Or dunque, alla fin fine che si poteva fare? Assolutamente nulla!! O si accettavano le nuove condizioni, o si mollava il sito. Molta gente in effetti ha deciso di spostarsi altrove, chi su altre piattaforme per scrittori, chi su blog auto gestiti con i più comuni CMS come WP, Ghost, Jekkyl ecc. ecc.

Chiaramente ci è rimasto l’amaro in bocca, dopo il volta bandiera effettuato dal progetto di Medium; ma era inutile piangersi addosso. L’unica cosa che si poteva fare era tentare, per quanto possibile, di sfruttare la comunità di Medium con cose tipo scrivere l’incipit del proprio post e poi accodare il link del proprio blog. Cosa che per altro non ha portato sto grande traffico: era prevedibile d’altronde che la gente non seguisse i link esterni alla piattaforma in cui stavano leggendo.

Inoltre l’emorragia degli scrittori delle varie lingue ha portato, ovviamente, anche ad un quasi totale caduta verticale delle letture per quei pochi che ancora scrivevano in italiano , o in altre lingue, sulla piattaforma stessa.

Ci fu solo una cosa, si fa per dire, divertente: vedere tutti i guru della piattaforma che avevo scritto fior fior di post, su come avere successo con blog italiani su Medium, essere contraddetti dai fatti. Tutto quello che avevano scritto in proposito non salvò nemmeno gli scrittori di quei post, che essendo li con lo scopo di fare numero, e vedendoli precipitare velocemente verso numeri a due cifre quando andava bene, furono i primi a spostarsi in altri informatici lidi 🙂

Concludendo: perché mi trovo ancora segnalazioni di gente che mi legge? Non lo so, sopratutto dopo aver verificato che non hanno letto o commentato nulla di mio…

Resta un’unica possibilità, che è la meno edificante, ossia il ti seguo, mi segui anche tu? Lo so come situazione fa davvero pena, ma sul serio: non saprei dare altra spiegazione.

Voi ne avete??? Fatemi sapere!!

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