Mac mini M1: la soluzione al problema della re installazione del sistema operativo Big Sur che nemmeno Apple conosce

Mac OS Big Sur
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Ricevuto il nuovo gioiellino di casa Apple, come molti credo, ho voluto fare dei test; sopratutto test comparativi di velocità: dall’apertura delle applicazioni, all’esecuzione di script vari, sia in bash che in Python.

In modo particolare ho messo a confronto diversi programmi che sull’iMac mi richiedevano molto tempo ad avviarsi, per vedere che guadagno avevo in termini di resa del Mac Mini M1.

Non vi sto a tediare con i vari risultati: diciamo solo che i vari articoli sparsi in giro sulla rete, che decantano la bontà di questa macchina, non esagerano affatto!

Ma veniamo al problema,

la cui soluzione mi pongo a presentarvi, sperando di poter aiutare qualcuno a non diventare matto, come lo sono diventato io!!

Finiti i miei vari test, visto che avevo installato diverse versioni degli stessi software, ho deciso (ahimè) di portare la macchina in condizioni iniziali, reinstallando il sistema operativo da zero, come ho fatto innumerevoli volte con i Mac precedenti, quando il sistema sembrava diventare un tantino ingolfato.

La cosa peggiore che potessi fare, è stata quella di non controllare prima di eseguire l’operazione, se zio google avesse, in merito alla questione, qualche informazione che potesse dare segnale che, installare il sistema operativo da zero, mi avrebbe portato a battere la testa contro lo spigolo di qualche muro domestico.

Quindi eseguo la (nuova) procedura, così come descritto dal sito Apple; l’installazione va a buon fine, apparentemente. Purtroppo al riavvio del Mac Mini mi accorgo che qualcosa non funziona: il sistema operativo è stato riscritto si, ma semplicemente sovrascrivendo quanto c’era già sul disco!!! Niente formattazione del disco, niente pulizia pre installazione. Decisamente non era ciò che io conosco come reinstallazione del sistema operativo, in salsa Mac!!!

Leggo un po’ di documentazione, e da qualche parte sul sito di supporto della Apple, viene specificato che all’avvio della sessione di ripristino, si deve formattare il disco manualmente, se si vuole davvero riportare il sistema nello stato in cui era all’arrivo.

D’accordo! Entro nell’ambiente di ripristino, come prevede la nuova procedura, avvio il gestore di dischi, cancello la partizione Macintosh HD, e riavvio l’installazione.

Da qui comincia il mio calvario: non importa in che sequenza io esegua il ripristino: non c’è verso che funzioni. Il sistema esegue il ripristino del sistema operativo, riavvia, mi porta alla classica schermata per la prima configurazione, e fin qui tutto bene, ma: quando, come richiesto, inserisci Nome e Cognome, seguito dallo username (se non accetti quello proposto) e la password con la sua conferma, clicchi sul pulsante ‘Prosegui’ e crack!!!

Avviene il fattaccio: il sistema resta li a pensarci per 3, 4 minuti ed alla fine ti dice che quel nome utente non può essere usato. Allora riprovo con un altro username… stessa risposta. Provo un terzo, ultimo, tentativo con uno username ancora diverso… nulla!!

Riavvio il Mac Mini e questo (che fai mi prendi in giro?!?!?!) mi presenta il login con tutti e tre gli utenti che ho usato nelle prove fatte poc’anzi… peccato che non si riesce ad entrare con nessuno dei tre!!!

Riavvio il sistema in modalità di installazione, avvio il terminale e, per curiosità più che altro, vado a vedere che diamine ha combinato l’installatore nella cartella /Users: li ci trovo le tre cartelle, intitolate ai tre nomi utenti che avevo provato, ma controllandone il contenuto, tutte e tre, avevano all’interno la struttura classica della cartelle home di Mac, quindi le cartelle Music, Pictures, Downloads e Library, ma per il resto non c’era nulla… in più tutti gli utenti risultavano intestati a root, il che spiega perché non riuscissi a fare il login.

Ho provato a cambiare il il proprietario dell’utenza, ma ovviamente la procedura di registrazione iniziale aveva fallato, da qualche altra parte, perché pur sistemando la proprietà delle cartelle non c’era verso di loggarsi.

A quel punto non mi resta che tentare la via del supporto di Apple, di cui ho comunque un ottimo ricordo, quelle poche volte che mi ci sono affidato. Il sito mi prenota una chiamata che arriva subito da una operatrice dalla Grecia: mi dico che dove sta non ha importanza: basta che parli italiano o inglese. Comincio a spiegare il problema…questa poveretta si perde e… ohhh cade la linea!!!!

Rifaccio la procedura di richiesta supporto e questa volta mi contatta un ragazzo dall’Italia. Il poveretto davvero ce l’ha messa tutta: mi ha fatto fare tutta una serie di prove finché, preso dalla disperazione mi dice di cliccare su quella voce segnalata sul video in un blu minaccioso, che riporta ‘Inizializza sistema’.

Faccio ciò che mi dice ma nulla… in più mi accorgo che ha si inizializzato il disco, ma me lo ha lasciato con etichetta untitled cosa che prevedo mi creerà dei problemi. Ed infatti quando mi fa riavviare, per l’ennesima, volta la procedura di installazione…il sistema non vede più nemmeno il disco!!!

Disperato il poveretto mi dice di aspettare un attimo e mi mette in contatto con un simpaticissimo ingeniere pugliese, di stanza in Irlanda. È così simpatico che mi accoglie dicendomi: “Se ti hanno girato a me, sono la tua ultima speranza!” Certo che, con quella premessa, non vedevo nulla di buono all’orizzonte.

Facciamo diverse altre prove, ma capisco che non sa cosa sta facendo… ed in effetti conclude con un laconico: “Temo che l’unica soluzione sia portare la macchina in assistenza, se vuole le prenoto un incontro.

Mi spiace per lui: non dovevo vomitargli addosso tutta la mia frustrazione, figlia delle due ore passate al telefono senza risolvere nulla, ma gli ho detto chiaramente che non avevo alcuna intenzione di portare il Mac Mini da nessuna parte, che non fosse la strada di un reso verso Apple. Ho trovato molto fastidioso sentirmi dire che l’unico modo (a detta sua ovviamente) per risolvere il problema fosse portare un computer, nuovo di zecca, in assistenza e che magari avrei dovuto pure pagarmi l’intervento!!!

Ho detto al tizio, che Apple dovrebbe vergognarsi di mettere in vendita apparati sapendo che hanno di questi problemi; che la loro fretta di uscire per Natale con i nuovi armM1 non giustifica una tale pressapochezza: non è da Apple comportarsi così.

Chiaramente appena ripreso il controllo, ho chiesto scusa al ragazzo chiarendogli che ovviamente non ce l’avevo con lui e che non avrei dovuto fare di lui il focus del mio attacco di rabbia per quella situazione. Lui dice che capisce, e ci salutiamo facendoci gli auguri per il natale imminente.

Sono le 19.45: ora di pensare alla cena, così mollo il Mac Mini pensando che l’indomani mattina mi sarei informato sulla procedura di reso da seguire per far riavere alla Apple il suo attrezzo e farmi riavere i miei soldi.

La mattina successiva mi metto alla scrivania guadando il Mac Mini e mi torna in mente un episodio successo moooooooolto tempo fa. Mi dico che un tentativo in più, prima di imballarlo nuovamente, non mi avrebbe certo ucciso, a parte i soliti 40/50 minuti per il download dell’immagine che perde ogni volta che tenti l’installazione del sistema operativo (!!)

Seguo la solita procedura, eseguendo tutto quello che l’installatore mi indica, salvo non modificare la lingua in fase di installazione.

Boom problema risolto!!!

Non chiedetemi il perché, ma mi era già successo in passato, sebbene non ricordi se con un applicazione o con il sistema operativo intero, che a cambiare la lingua dell’installatore dall’inglese, portasse e non ottenere il funzionamento dell’oggetto in questione.

Insomma alla fin fine è bastato eseguire l’installatore indicando di voler usare l’inglese come lingua dell’interfaccia e tutto è andato a buon fine!

Ho provato a rintracciare i ragazzi con cui parlai il giorno prima, ma chiaramente non erano di turno il giorno successivo, così ho parlato con un altro ingegnere in Irlanda, che presa la mia pratica in mano — si: Apple conserva tutto quanto riguarda ogni richiesta di supporto ricevuta— è rimasto a dir poco basito, nel sentire che la soluzione, alla fin fine, era così semplice, ossia tenere l’installatore in lingua inglese.

Mi ha ringraziato per aver segnalato la soluzione al problema e mi ha anche detto che avrebbe comunicato immediatamente la cosa al centro sviluppo di Apple, perché la soluzione, per quanto così elementare, era chiaramente indice di un grosso problema nel software dell’installatore.

E concordo pienamente con lui. Spero solo che la mia segnalazione sia finita direttamente nel database che usano i ragazzi del centro di supporto, così da poter evitare di impazzire ad altri eventuali altri utenti Mac che incappassero nello stesso problema ed agli operatori del centro assistenza che li debbono aiutare.

Concludendo:
Se volete portare il vostro Mac, con processore arm64, allo stato di ricezione, dopo aver fatto tutte le varie prove che, comprensibilmente volete e dovete poter fare, questa è la procedura:

  1. verificate di avere una connessione internet disponibile: non importa se via cavo o WiFi: se non avete nessuna delle due non azzardatevi a tentare il ripristino del sistema operativo!!! Verificata la presenza della connettività;
  2. spegnete il Mac;
  3. riavviate il Mac tenendo premuto il tasto di accensione finché non vedete una scritta del tipo “Sto caricando l’ambiente di ripristino…” ;
  4. cliccate sulle impostazioni, l’icona della ruota dentata;
  5. andate sul menu superiore e dai tool avviare l’app Utility Disco;
  6. CANCELLATE tutte le partizioni del disco di sistema, e successivamente riformavate il disco in format APFS;
  7. Uscite dall’app Utility Disco;
  8. Selezionate la voce Reinstalla Mac Big Sur;
  9. Appena avviata la installazione, vi chiederà la lingua in cui installare il sistema operativo: qui scatta il trucco: SELEZIONATE lingua inglese;
  10. proseguite con l’installazione fino alla fine;
  11. il sistema a fine installazione riavvierà la macchina da sola;
  12. Compilate il form di registrazione con il vostro account AppleID;

Va da se, che una volta avviato il sistema, come prima cosa andrete a cambiare la lingua di default dell’installazione dall’inglese all’italiano. Fatto quello il sistema vi dirà che per applicare la lingua scelta, dovete riavviare: fatelo subito.

A riavvio avrete il vostro bel Mac Big Sur installato di fresco e soprattutto riuscirete a loggarvi ed accedere al sistema funzionante!!!!!

Che dire? Certo che avere una soluzione che nemmeno apple aveva in mano, è stata una gran bella soddisfazione, ma mi resta il fastidio di aver capito che pur di uscire con le macchine per tempo per le feste di Natale, questa volta la Mela Morsicata ha fatto la stupidaggine di far uscire la macchina con dei problemi che comunque erano loro noti.

 

2 pensieri su “Mac mini M1: la soluzione al problema della re installazione del sistema operativo Big Sur che nemmeno Apple conosce

  1. Grazie era la soluzione che cercavo. Ho avuto la stessa esperienza su MacBook PRO M1 10 giorni fa e l’ho portato in apple store. Effettivamente quando me lo hanno reso era in INGLESE ma non avevano saputo dirmi cosa avevano fatto.

  2. Questo mi spiace, perché vuol dire che nonostante le promesse fatte, il servizio assistenza non ha diramato la soluzione ne sul sito, nel al database che usano per aiutare gli utenti.

    E come già scritto nel post, questo davvero non è un comportamento (abituale quanto meno) della Apple.

    Io più che pubblicarla qui sul blog, e su Medium.com non saprei dove altro pubblicarla affinché diventi il più conosciuta possibile come soluzione!!

    Grazie del commento comunque!!

    JC

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