CoronaVirus – Le reti di protezione che si vanno dissolvendo…

reti da pesca
Rete, da pesca o di protezione?
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Davvero è la via giusta?


Dunque, ci siamo: il CdM ha iniziato a modificare la normativa sulle restrizioni, e sul lockdown, nonostante allo stesso tempo il comitato scientifico continui a ripetere che siamo tuttora nella fase uno dell’epidemia.

Non seguo in maniera maniacale i dati di report forniti, di giorno in giorno, dal canale ufficiale del Ministero della Salute, su Telegram (a cui potete agganciarvi cliccando qui), però mi pare di capire, che la curva dei contagi abbia superato anche lo stato di plateau, quindi, a prima vista, le infezioni sono in discesa, ma sicuramente siamo distanti da quello che il ministero vuole raggiungere, ossia lo stato di R0; la spiegazione di cosa sia uno stato R0 durante un’epidemia la trovate qui .

Quindi: dati apparentemente in discesa, ma lontani dal raggiungimento dello stato R0. Allora perché alcune regioni stanno allentando, a mio parere molto più del dovuto, le maglie della rete di protezione che era stata imposta per il bene di tutti? Il PdC ha deciso di far riaprire alcune attività, la scelta delle quali lascia un po’ perplessi, almeno quelle pubblicizzate dai vari telegiornali; leggendo poi con più attenzione la lista completa delle attività che possono riprendere, ha più senso!!

Però ci sono reazioni contrastanti: da una parte regioni come la Lombardia hanno deciso di ignorare queste aperture, e mantengono, a denti stretti, lo stato di lockdown pseudo-totale; altre regioni come il Veneto, invece, per bocca del proprio Presidente della regione, allenta le maglie maggiormente rispetto a quanto disposto dal PdC, dicendo di affidarsi alla responsabilità del singolo cittadino, minacciando tra le righe qualcosa del tipo se non fate i bravi richiudo tutto!

Poi però quest’ultimo si lamenta della cattiva interpretazione del suo gesto, quando molti giornali locali titolano tipo Zaia cancella il lockdown oppure Finito il lockdown in Veneto!

D’altronde cosa si aspettava, dopo aver preso la decisione di togliere il limite di spostamento dalla propria abitazione, per attività ginniche, o passeggiata del cane, dei famigerati duecento metri? Ieri sera è dovuto correre ai ripari, spiegando che se è pur vero, che ha tolto il limite dei duecento metri, questo non significa che ci si possa allontanare, di chilometri, dalla propria abitazione, per le suddette esigenze.

Ha dato anche il benestare alle grigliate di famiglia per le imminenti festività del 25 Aprile e del 1° di Maggio, che sono alle porte ormai. Molta gente infuriata, si domanda perché non l’abbia fatto la settimana precedente, così da permettere questi benedetti festeggiamenti, rigorosamente tra soli familiari dello stesso nucleo, anche per Pasqua e Pasquetta! Della serie: per quanto cerchi di fare cose piacevoli al popolino lamentoso, non ne fa mai una di giusta!

E da questo, Zaia per primo, dovrebbe capire che per quanto lui si adoperi, per dare una parvenza di ripresa, ci sarà sempre chi avrà da ridire sul suo operato.

Posso anche immaginare, che il buon Zaia abbia pensato bene di confrontare il suo amato Veneto con altri stati che stanno, anche loro, allargando le maglie della rete di sicurezza usata in questo periodo. Vedi la Spagna, ormai messa molto peggio di noi: parlano addirittura di riapertura delle scuole… secondo me sono impazziti. Hanno ancora migliaia di morti al giorno, e pensano già di riaprire attività, che se dovesse esserci, anche un solo asintomatico, rischia di riaccendere l’epidemia e per di più in quella fascia, che finora, era stata la più risparmiata: i bambini. Sarà vero che, sino ad ora, sono stati quelli meno colpiti: ma mettili in una classe, con un asintomatico, e poi vediamo quanto ci vuole perché si accenda un focolaio anche tra i bambini di un istituto!

Davvero: mi riesce difficile capire le motivazioni, dietro queste decisioni di allentare le maglie dello sbarramento di sicurezza che molti, seguendo l’esempio italiano, avevano steso.

Cosa diamine gli fa pensare, che siano fuori pericolo? E con che coraggio vogliono mettere a rischio, i propri bambini/ragazzi in età scolare? Da dove arriva, la loro sicurezza, che queste decisioni non avranno un costo da pagare? E con quale arroganza, decidono di mettere a rischio il futuro —gli studenti appunto— del loro stesso paese?

A mio parere, ed anche secondo quello degli studiosi di queste malattie, l’unico momento in cui si potrà dire, di avere sotto controllo l’epidemia, sarà quando verrà creato un vaccino efficace, e dopo i test di rito, averlo inoculato nella maggioranza della popolazione! Prima di questa situazione, si può dire quello che si vuole, ma non che si sia al riparo da un virus che ha dimostrato, abbondantemente, che può accendere nuovi focolai in tempo zero, nonostante tutte le precauzioni che siano state adottate!

Concludendo: so bene che vorremmo tutti riprendere la nostra normale vita quotidiana, ma so pure che non sarà possibile ancora per un bel po’. Ci si dovrà saper adeguare a questo nuovo stato di cose, probabilmente le maglie della rete di sicurezza, saranno rese ancora più larghe, ma a costo di nuove consuetudini, come mascherine sempre all’aperto, distanze sociali che dovranno restare tali, sino all’immunizzazione di gregge, dopo la realizzazione e messa in circolo di un vero vaccino, e l’uso di applicazioni, che stanno già preparando, per fare in modo che al presentarsi di un nuovo contagio, si possa risalire in fretta ai contatti avuti negli ultimi giorni, così da poter identificare chi l’abbia infettato, e chi possa aver lui infettato nei primi giorni di asintomatica malattia.

Insomma, ci attendono molte novità, e sarà bene che ce la faremo piacere, perché l’altra soluzione sarebbe più antipatica delle alternative che ci proporranno, ossia la ripresa del lockdown e dell’isolamento individuale.

Davvero volete passare altri mesi chiusi in casa, senza poter vedere figli, mogli, mariti, genitori financo amici??

Io non credo proprio!

 

J.C.

 


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