CoronaVirus – E come da previsione, si è scatenata la gara.

Chi arriva prima?
Foto di Bernd Hildebrandt da Pixabay

 


Per cosa? Per chi riapre per primo, ovviamente!!


E come da previsioni, eccoci al momento fatidico: ci si approssima allo smontare lo stato di lockdown, e le regioni che fanno? Fanno la gara a chi ce ne ha di meno!

O meglio, a chi apre prima. Il governo ha giustamente detto che il termine del lockdown deve essere uguali per tutti. E su questo posso, anzi sono, d’accordo; ma per qualche recondito motivo, ci sono persone, perché di questo si tratta, non regioni, ma persone, che non vogliono assolutamente che altri terminino il lockdown prima di loro. E perché? Ah bella domanda!!

Si può solo immaginare le motivazioni di questa guerra a chi arriva prima, ma di certo se andiamo a chiedere a quelle persone perché hanno tutta questa fretta, vi imbastiranno qualche argomentazione pseudo-politica per spiegarne la motivazione.

La realtà, poi, è sempre un’altra come sappiamo tutti per esperienza personale più o meno diretta. Ma partiamo dal principio: dopo che il PM ha detto, probabilmente giusto per evitare discussioni, che tutti avrebbero seguito un percorso comune per passare dallo stato di lockdown, ad uno di quasi normalità, qualche parlamentare ha fatto scappare dalla propria segreteria, la voce, che probabilmente riapriranno prima le regioni che sono già a contagio zero.

Se così fosse sarebbero due regioni piuttosto piccole e poco produttive, almeno con una partecipazione minima al PIL: parliamo di Marche ed Abruzzo che, al momento, sono le uniche due regioni che non registrano infezioni da diverso tempo, ed hanno le terapie intensive vuote, almeno per quanto riguarda i casi di COVID–19.

Peccato, che questa cosa, che due regioni così, apparentemente, poco importanti, secondo la mentalità di qualcuno, aprano prima di regioni come la Lombardia o il Veneto, abbia fatto saltare, la mosca al naso, di diversa gente. Dall’altra parte, un altro personaggio si è premunito di avvisare che, se la Lombardia riaprisse ora, luisi sentirà in dovere di chiudere i confini della propria regione(!!), a chi proviene dalla Lombardia, perché è chiaro che in Lombardia, ed a Milano in particolare, non siano in curva discendente; al massimo si può dire che sia arrivati allo status di plateau, ma non certo di curva in discesa!!

Se da una parte posso essere d’accordo con la questione della non entrata della Lombardia in curva discendente dall’altra mi fa sorridere la minaccia di chiudere i confini della regione. Questo tizio non deve aver ben presente quante, e quali, siano le vie di accesso alla propria regione, che come molte altre, inoltre, ha centinaia di chilometri di coste, da dove qualcuno potrebbe arrivare.

Poi, di grazia, con cosa chiuderebbe i confini della regione? Non mi risulta che né i Carabinieri, né la Polizia di Stato, e neppure le Forze Armate, siano al comando del presidente di una regione. Quindi questa minaccia, di chiudere i confini della regione, lascia il tempo che trova.

Dovrebbero tutti fare un profondo respiro e rendersi conto delle figure barbine, che stanno facendo, tutti questi personaggi politici, agli occhi della popolazione tutta. Questa sete di potere, questa voglia di primeggiare, questa volontà —apparentemente comune— nel creare difficoltà ad accettare, comandi e disposizioni, dal governo centrale, alla gente che è blindata in casa, da quasi due mesi, gliene può fregare proprio di meno.

Alla gente interessa solo tornare, il più possibile quantomeno, alla vita di prima. Sappiamo tutti, che alla vita esattamente come prima non ci tornerà nessuno, ma almeno a quella che più ci si avvicini.

E di sentire i vostri battibecchi, non gliene interessa una mazza, alla gente!! Fate solo in modo che si possa annullare questo benedetto lockdown, il prima possibile, ma in sicurezza. Che non succeda che, per far primeggiare una regione sull’altra, noi comuni cittadini, ci troviamo di nuovo con l’emergenza da COVID–19, nuovi cluster, nuove zone rosse e così via.

Se questo dovesse accadere, solo perché un personaggio (presidente di) una regione, vuole primeggiare sulle altre, rischiereste davvero una insurrezione dal popolo, che se prima ha accettato le regole di isolamento, e di distanziamento sociale, perché ha capito che non c’era altro modo per uscirne; di doverlo accettare nuovamente, ricominciando tutto daccapo, solo perché i signori presidenti di regione, si sono messi a farsi la guerra… allora davvero rischieranno questi signori politici.

Perché per le case (per strada, no di certo) serpeggia una certa rabbia da stress ormai. E vedersela esplodere tra le mani, potrebbe essere molto meno difficile di quanto non si pensi. Come pensate reagirebbe la gente, se dopo nemmeno una settimana dalla riapertura (imposta) di una regione, si trovassero di nuovo con dei cluster infettivi intorno, con la conseguenza che si dovrebbe ricominciare tutto daccapo??

Personalmente darei di matto, e non lo esprimerei di certo, prendendo a testate uno spigolo di qualche muro… sarebbe più facile che andassi a cercare chi mi ha ricacciato in questa condizione, per la seconda volta, quando era evitabile, aspettando, solo ancora una, due settimane.

Quindi cari presidenti di quello che sia: quartiere, comune, provincia, regione o altro, pensateci bene prima di pretendere, al di là, delle evidenze medico/scientifiche di riaprire tutto. Al di là degli eventuali nuovi morti, che questa volta cadrebbero sulle vostre spalle resta il fatto che il paese è una polveriera pronta ad esplodere… volete essere proprio voi a dare fuoco alla miccia?

Io ci penserei un attimo, prima di farlo, fossi in voi (e per fortuna non lo sono!!)

J.C.


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2 pensieri su “CoronaVirus – E come da previsione, si è scatenata la gara.

  1. Beh, ma alla fine cosa ti aspettavi? Se ti stavi riferendo al milanese, ha mostrato sin dall’inizio la voglia di primeggiare, ed adesso ha anche il problema delle RSA per le quali deve rispondere in qualche modo.

    Poi non so, la decisione di scaricare alle RSA, gli infetti a basso rischio (!!) sia stata una scelta sua o di qualche consigliere medico. Di certo non e’ stata decisamente una idea saggia, visto il numero di morti che ne e’ conseguito. E non dicessero che non c’e’ relazione tra le due cose, perche’ la relazione la vedrebbe anche un cieco.

    Sono d’accordo con te sul fatto che i politici devono stare piuttosto attenti alle prossime mosse perche’ anche qui da noi (in toscana) la tensione e la rabbia della gente e’ palpabile, per cui davvero rischiano il linciaggio se si sentissero ridire, che tocca ricomincare tutto d’accapo perche’ hanno ‘sbagliato a valutare’ la situazione!!!

  2. Di sicuro bisognerà stare a vedere come svilupperanno le varie situazioni, sempre che decidano di diversificare per area lo spegnimento del lockdown.

    Di certo, a noi toccherà solo recepire le nuove disposizioni e metterle in atto.

    Quello che mi spaventa, visto che tutti danno per scontato, che succederà, sarà quando ci saranno le infezioni della seconda ondata, diciamo così.

    Se sembrano d’accordo su una cosa, sembra sia che dovremmo affrontare una seconda ondata di infezioni 🙁

    Chiaramente di che numeri di parla non si può prevedere; c’è solo da sperare che la situazione non degeneri.

    J.C.

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