CoronaVirus e quotidianità… considerazioni personali senza filo logico.

AVVERTENZA: queste sono considerazioni di scarico, come le chiamo io, ossia stilate, appena sveglio e non seguendo alcun filo logico, o conduttore.

La gestione dell’informazione in questi giorni…

Impossibilitati a guardare altro, questi giorni di blocco in casa, bene o male, ci costringono a seguire più telegiornali di quanto vorremo: alla fin fine, chi non vorrebbe sapere come stanno andando le cose, soprattutto se le cose migliorano, perché diciamocelo, per quanto con una punta di menefreghismo verso chi sta male, siamo interessati solo a sapere quando potremo riprendere la nostra rotine abituale.

Si, certamente, ci dispiace che altri stiano male, che altri soffrano, addirittura che altri muoiano, ma il nostro unico chiodo fisso è quando noi potremo riprendere la nostra vita quotidiana.

Chiaramente, seguire un telegiornale solo, in condizioni ordinarie, sarebbe sufficiente, ma in questo periodo, vuoi anche per il numero di repliche che seguiamo, e visto il numero di canali che le piattaforme televisive ci offrono, viene piuttosto normale, girovagare tra diversi canali informativi, se non altro per osservare le differenze nella presentazione delle stesse notizie.

Io, in particolare, sono interessato anche alle notizie dagli altri paesi del continente, e si perché no, anche dal resto del mondo. Il che, vuoi per scelta editoriale, vuoi per altri motivi, pare non sia possibile su alcuni canali; prendi SkyTG24: su trenta minuti di slot, con circa 25 minuti totalmente incentrati solo sui fatti di casa nostra e 3 minuti di pubblicità, tra una edizione e l’altra, resta gran poco tempo per le notizie dall’estero. Per quello che riguarda il resto del mondo, pare che secondo il loro direttore di testata, abbia poca importanze cosa succeda, nel resto dei paesi europei, figuriamoci in altri continenti.

E questo lo trovo, fondamentalmente, un grosso errore. Al di là del fatto che il COVID-19 sia nato in un altro continente, e che quindi, sarebbe più che logico seguire cosa succede nel suo paese di origine, sembra che le scelte editoriali siano volutamente incentrate solo sul bel paese.

Questo tipo di scelta, a mio parere, è decisamente errata. Ed a conferma delle mie teorie, vedo sempre più lamentele, da parte dei fruitori del servizio, sui vari social; io, in particolare, seguo con più costanza, ed attenzione Twitter, e per quanto riguarda gli altri canali social, li trovo piuttosto inutili, a livello di informazione. L’unico altro social che seguivo era Google+, ma l’hanno reso disponibile solo per utenti a pagamento per cui ho dovuto lasciarlo, non per la questione economica, ma per il fatto che, essendo passato a pagamento, la maggioranza delle fonti di informazione, a livello di utenti ordinari, si è spostata altrove, per cui non è più una fonte di informazione utili.

Insomma, cosa vorrei di più dal canali informativi? Innanzitutto certezza delle informazioni. Ora mi rendo conto, che con la velocità di comparsa di nuove notizie, il fact checking non sia cosa né facile né immediato da applicare, ma quando la notizia del momento tende a smentire, tutto quello che hai appena finito di annunciare, forse una qualche verifica, in più, non sarebbe una cattiva idea!!

Gli esempi per questa situazione sono innumerevoli: dall’annuncio di un nuovo farmaco miracoloso, al numero dei contagiati che cala —poi non si riesce mai a capire se stanno parlando della Lombardia, del veneto o se dei casi che riguardano l’intero paese— alla quasi immediatezza nella produzione di un vaccino, quando sono settimane che ci dicono che prima di un anno sarebbe da incoscienti solo formulare l’idea della sua realizzazione non parliamo poi della sua distribuzione!

Insomma questi benedetti telegiornali li dobbiamo guardare per informarci, o per giocare a questo credo, a questo invece no!; e si che dovrebbe essere palese perché i numeri, degli indici di ascolto dei TG, siano aumentati in maniera esponenziali in questi giorni. Ho conoscenti che passano la loro, intera giornata in casa, con il telegiornale, di questa o quella testata, in sottofondo tutto il santo giorno. Io impazzirei a fare una cosa del genere. Mi sono imposto di guardare al massimo due edizioni al dì. Per il resto leggo, scrivo, cerco attività che mi coinvolgano mentalmente, per non diventare una ameba in attesa del fatidico: “Ok, adesso potete tornare a vivere la vostra vita, come prima.”

Cosa che, peraltro, credo succederà molto più in là di quanto non si speri tutti quanti: siamo onesti, quanti davvero credono che la cosa rientrerà a breve, nonostante il temporaneo conforto della diminuzione dei casi di infezione da COVID-19? Io no di certo: per quanto mi riguarda, passeranno mesi prima di poter sentir dire le fatidiche parole. Non voglio essere pessimista, ma si potrebbero anche azzerare le ferie estive, se la gente continua a non capire, che l’unico modo per combattere questa epidemia, è tagliare le gambe a questo virus maledetto. Il che corrisponde a non dargli modo di propagarsi, da una persona all’altra, e quindi seguire le, ormai tristemente, note regole che stanno ripetendo allo sfinimento:

  1. Restare a casa, se non per davvero reali motivi di urgenza o di lavoro;
  2. Lavarsi continuamente le mani: sino a spellarcele addirittura; ma se si esce per qualsivoglia motivo, appena rientrati, le mani vanno lavate, a fondo, senza eccezioni!!!
  3. Evitare i nostri contatti sociali/parentali. Lo so: ci mancano i parenti, gli amici veri, le quattro battute con l’edicolante o il benzinaio. Però queste regole restano l’unico modo, per vincere in fretta questa epidemia!!
  4. Usare, per quanto possibile lo smart working —detta terra terra: laddove ve lo concedano, lavorate da casa, senza fare troppe storie! Sarà una cosa temporanea, fidatevi: i datori di lavoro, italiani, non permetteranno che questa barzelletta —eh si… è così che loro vedono il lavoro da casa— continui, una volta rientrata l’emergenza. Per cui, se potete, approfittate del momento, e sfruttate, il lavoro da casa, quanto più potete.

E avanti così… tanto su qualunque canale abbiate il televisore sintonizzato, continueranno a ripeterlo allo sfinimento, questo ritornello!! E devo dire che ce lo meritiamo questo martellamento proposto all’infinito, visto che pare, per alcuni, non ci sia verso di far entrare nelle loro testoline, che queste norme sono per il bene di tutti: per il bene loro che deve metterle in atto, per il bene degli altri —e con altri, intendo i loro genitori, nonni, zii, fratelli, figli oltre a chiunque altro ti stia a cuore— perché se le rispettassero, probabilmente ridurrebbero a zero la possibilità di diventare un portatore sano, asintomatico come si dice in questo periodo, e di infettare, per quanto in modo non cosciente, qualcuno a cui davvero vogliono bene!

conclusione di queso flusso incoerente di pensieri…

Fortunatamente non tutte le mattina il flusso che scorre davanti alla tastiera non è sempre lo stesso: a volte non penso proprio alla situazione ed al momento particolare che stiamo vivendo. A volte invece ci penso molto, perché ho un amico che è bloccato in casa per colpa di un coinquilino troppo facilone che si e beccato il virus, e come conseguenza, visto che condividono casa, anche il mio amico è stato relegato per 15 giorni in isolamento totale.

E speriamo che scaduti i famosi 15 giorni, lo lascino tornare alla sua attività. Perché sarà pur vero che vivere il ciclo lavoro, casa, lavoro è sempre meglio che dover vivere il ciclo casa, casa, casa senza la possibilità nemmeno di andare a fare la spesa o affacciarsi dalla porta di casa senza correre il rischio di una multa di 5000 euro, ed una denuncia penale!!!

Su amico mio, è quasi finito il tuo isolamento forzato. Fatti forza!!

JC


Se sei interessato a restare aggiornato sulla pubblicazione di articoli sul mio blog, iscriviti alla newsletter.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.