CoronaVirus – A proposito del rischio per i nostri animali domestici.

Bea & Tigro
Bea & Tigro – I miei animali domestici

I fatti:

Stamattina sono incappato in questa notizia datata ieri, 6 Aprile, in cui segnalano che una tigre, dello zoo del Bronx è risultata positiva al contagio da COVID–19.

Sembra che sia stata infettata dalla sorella, a sua volta infettata da un guardiano, nei suoi primi giorni di infezione, essendo allora asintomatico, che poi, causa peggioramento delle proprie condizioni di salute, è risultato positivo anch’esso al COVID–19.


Considerazioni

A questo punto mi sono posto il dubbio, che credo sia venuto a molti proprietari di cani, gatti ed altri animali da affezione, in questo periodo: può il nostro animale da compagnia infettare un essere umano?

Da quanto ho trovato in giro, sulla rete, [principalmente dal sito del CDC americano[(https://www.oie.int/en/scientific-expertise/specific-information-and-recommendations/questions-and-answers-on–2019novel-coronavirus/), le analisi dei dati fatti sinora, propendono per il no; seppure, da quanto si sa, originalmente il COVID–19 sia passato da animali selvatici all’essere umano, gli studi condotti fino ad ora, dal CDC, non hanno rilevato percentuali maggiori di infezione, in persone proprietarie di animali domestici, rispetto a chi non ne ha.

Sembra invece più facile passare il virus del COVID–19 dagli essere umani agli animali: questo si. Sebbene gli specialisti abbiano rilevato che: il virus passa difficilmente ai cani, maiali, pollame ed anatre; mentre sono più facilmente infettabili furetti e gatti.

Gli specialisti, di conseguenza, consigliano alle persone che sono state definite positive al COVID–19 di fare più attenzione ed evitare di toccare l’animale, specialmente in zone dove il virus può attecchire, come nel caso umano, ossia occhi, tartufo (naso) e bocca. Viene sconsigliato anche di carezzare l’animale nelle zone posteriori del corpo, in quanto l’animale può raggiungerle per leccarsi. Quindi, alla fin fine, ai positivi al COVID–19 restano le zone delle spalle, dove carezzare il proprio animale domestico, in quanto zona che l’animale non riesce a raggiungere con la bocca.

Per capirci la zona dove di solito rilasciamo l’antiparassitario, tra le scapole del cane o del gatto. Quella zona è quasi impossibile da raggiungere per la nostra bestiola.

Quindi: evitate di tenerli vicino alla bocca e/o al naso, lavatevi spesso le mani, sopratutto prima di carezzarli, e non dovrebbero esserci grossi problemi.

Resta valido il fatto, che ad oggi, gli studi portano nella direzione della non contagiosità dell’animale verso l’uomo, quindi i nostri fido ed i nostri micio non devono essere trattati alla stregua di untori, anche risultassero postivi al COVID–19!!


Concludendo

Cani, gatti ed altri animali da compagnia, possono essere infetti dal virus del COVID–19, mentre gli esseri umani da loro no!!

Usate le stesse misure che usate verso altri umani, anche verso i vostri animali domestici, se siete positivi. Altrimenti bastano le normali regole di igiene quotidiana per tenerli al sicuro dalla trasmissione. (Ve prego: i bacetti sul tartufo o sulla bocca no: oltre al COVID–19 ci son un sacco di altre schifezze che un cane, o un gatto, può passarvi dalla saliva, quindi evitate certi comportamenti, ve ne prego!!!)

J.C.


Se volete essere aggiornati all’uscita di nuovo post di questo blog iscrivetevi alla newsletter cliccando qui.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.