Refly Editor…

… fine di un’idillio mai iniziato.

 


Stamattina mi sono detto basta: mi ero offerto di fare da tester ad un editor, che inizialmente, aveva tutte le carte in regola, per sembrare uno dei più efficienti editor per social, come Medium, WordPress ecc. ecc.

Già il fatto che non prevedesse la pubblicazione su blog di tipo selfhosted, non mi era piaciuta, ma mi ero detto: “magari lo faranno in un secondo tempo”, seppure fino ad ora cosi non sia stato.

Partiamo dall’inizio: avevo così apprezzato le prime versioni di Refly, che ne avevo scritto una recensione, la trovate qui, e dopo aver segnalato loro un bug che hanno risolto quasi sui due piedi, ho accettato la loro proposta di diventare tester, perché davvero sembrava un prodotto con ottime potenzialità.

Ma passa il tempo, e le cose, invece di migliorare, peggiorano su due fronti:

  • lato UI: sembra che la voglia di minimalismo, abbia fatto perdere loro il senso della realtà; hanno tolto così tante opzioni da arrivare al punto a far sparire il classico controllo laterale per scorrere il testo su e giù. Risultato? per poterti spostare nel testo, già digitato, puoi solo usare i tasti freccia o, laddove ancora siano presenti sulle tastiere, i tasti PgUp e PgDown!!!
    in piu a barra delle opzioni attivata dalla selezione di un testo, si è ridotta da così
Icone.png

a cosi:

e quindi si è ridotta a 6 opzioni. Non che abbiano disabilito le 6 mancanti dalla barra, solo che per raggiungerle, adesso, devi andare a caccia della specifica opzione in giro per i menu. 

È sparita la possibilità di creare liste ordinate e non. Però hanno mantenuto, cosa a tutt’ora unica negli editor di questo tipo, la possibilità di poter applicare la giustificazione totale al testo, che fu il motivo per cui l’avevo preso in considerazione.

  • Per quanto riguarda, invece, i problemi di sistema le cose sono solo peggiorate: se prima l’app si interrompeva ogni uno, due paragrafi, l’ultima versione scaricata e testata proprio stamane, mi ha fatto scrivre solo due parole prima di arrestarsi in maniera anomala. È pur vero che, quasi sempre, quando avviene un arresto anomalo, l’applicazione ha sempre ripristinato, al riavvio, tutto il testo già digitato, ma in un paio di occasioni mi è capitato di perdere tutto irrimediabilmente, pur avendo salvato, a metà testo, il mio lavoro in corso. 
  • Insomma le interruzioni anomale sono, di versione in versione, aumentate sia come numero che come frequenza. Il fatto che il testo venga, quasi sempre, ripristinato, non giutifica il fatto che invece di diminure da una versione all’altra, questi dastidiosi crash siano aumentati. A questo proposito, nel dubbio che Apple non facesse arrviare, agli sviluppatori, i log delle interruzioni quando li segnlavo, ho inziato a mandarglieli io personalmente, ma nulla: la situaizone è peggiorata di versone in versione. 
  • L’unica miglioria, rispetto all’inizio, e che se adesso inserisci un’immagine facendo un incolla, di una immagina copiata precedentemente, non si interrompe in modo anomalo: prima l’unico modo per inserire un’immagine, e continuare a lavorare, era quella di caricare l’immagine da un file. Punto!
  • Una delle opzioni che ritenevo davvero belle, ed efficienti di Refly era l’applicazione, almeno a detta loro, della IA sulla analisi e verifica delle keywords a livello di SEO. Anche li, le cose sono peggiorate: adesso ti compaiono le risposte all’analisi in un bel verde brillante, in giallo ed in rosso, come prima; solo che il verde, a volte, è barrato, facendoti presupporre che seppure il test sia passato, qualcosa comunque, non sia del tutto corretto.
  • Per esempio in un post scritto sul tenere un diario, nelle versioni precedenti i risultati sulle keywords erano chiari ed univioci: adesso invece il risutlato è il seguente:

Capite bene che il testo verde, a volte, barrato fa sembrare che “vada bene, ma…” il che, visto che il ma, non viene seguito da una spiegazione, non aiuta per nulla. In passato invece le righe verdi erano verdi se andava tutto bene, gialle se con qualche problema o rosse se veniva rilevato un errore!! Non riesco a capire perché avanzando nello sviluppo, le cose per questo editor, che aveva delle ottime carte, peggiora invece di migliorare.


Ci sono alcune funzioni davvero particolari, poi, che farebbero gola a molti, se solo l’applicazione funzionasse: date un occhiata a questo particolare del menu: Format -> Font


Ditemi voi in che altro editor, credo nemmeno in quelli di grosso calibro come Scrivener o Ulysses si trovino, trovate opzioni configurabili, come le Kern le Legature o le base lines!!

Eppure, alla fin fine, diventano inutili quando l’applicazione si blocca se solo ti azzardarti a guardarle, non dico poi usarle!!

L’ultima cosa che davvero fa passare la voglia di usarlo è che le possibilità di pubblicazione siano state ridotte e tre sole destinazioni: Facebook, Medium e WordPress (solo la versione .com).

 

 

Potete scrivere articoli solo per queste tre piattaforme, se volete usare la funzione di pubblicazione diretta dell’applicazione. Se volete pubblicare, per esempio, su un vostro blog gestito con WordPress self-hosted, per capirci il WordPress.org, vi resta solo l’opzione copia&incolla successivo alla creazione del post con Refly: e sappiamo bene che razza di guai, a livello di formattazione, si possono ottenere con un copia&incolla da un editor all’altro!!


Insomma da un prodotto, che aveva tutte le carte in regola per essere destinato a diventare un Signor editor, per ambienti di lavoro di self pubblishing, inteso come scrittura pubblica non di ebook, più vanno avanti con gli aggiornamenti e più si va indietro con le capacità, funzionalità e stabilità dell’app stessa. Sembra di vedere un granchio all’opera!!

L’ennesimo peggioramento rilevato, dopo l’aggiornamento di stamane, mi ha portato a scrivere loro una mail, in cui ho spiegato perché, con una certa disillusione, ho deciso di deinstallare il prodotto e smettere di operare come tester per questa loro applicazione.

L’ultima pecca, notata e segnalata sin dalla prima volta che ho provato ad usare Refly, è più una questione tecnica che altro, ma in ogni caso la mancata risoluzione di questo problema, rende non standard il modo di operare per avviare la modifica di un pezzo già scrittocon Refly.

Praticamente il programma salva i suoi dati in una struttura inclusa in una cartella: come esempio prenderò il pezzo scritto per Medium con la recensione iniziale di Refly, di cui vi avevo, sopra, già segnalato il link. Aprendo il pezzo potete vedere che esso composto da:

  • un articolo testuale;
  • delle immagini inserite durante lo sviluppo del testo.

Refly, quando salvate il pezzo sul disco, chiede il nome del file da salvare, nel mio caso “Recensione Refly 1.0”. 

Potete notare che il nome file Recensione Refly 1.0 é diventato Recensione Refly 1.0.rfly perché il programma aggiunge, autonomamente, l’estensione .rfly al nome; e fin qui tutto ok. Però notate cosa è il file in realtà;

home$ ll | grep “1.0.rfly”
drwxr-xr-x@ 8 user staff 272 25 Feb 2017 Recensione Refly 1.0.rfly

Notate la lettera evidenziata all’inizio della seconda riga, ossia d, che sta ad indicare che il file creato in realtà è una cartella. Questo avviene perché in realtà Refly conserva tutto quello che gli serve per ricomporre il vostro documento in una cartella, e lo nomina con il nome file che voi avete proposto. Non sarebbe grave: lo fanno anche tanti altri programmi come LibreOffice, MicrosoftOffice, Pages e così via.

A questo punto se scorrete l’interno della cartella ci troverete diverse cose:

home$ tree Recensione Refly 1.0.rfly/
Recensione Refly 1.0.rfly/
├── Calendar.png
├── Icone.png
├── TXT.rtf
├── grammar.png
├── img2.png
└── tagcheck.png

0 directories, 6 files

  • un file, che comparirà in tutti i vostri documenti generati da Refly, che si chiama TXT.rtf (ok non facciamo i fiscali sul fatto che un file txt non è un file rtf e vice versa); in questo file troverete tutta la parte testuale del vostro articolo.
  • Potranno, inoltre, comparire anche una serie di file immagini, che saranno quelli che avete incluso nel vostro articolo, quindi da uno a X.

Il probelma qual’è? È che quando Refly si installa, non provvede a creare il legame, necessario, per dire al sitema operativo che se tentate di aprire un file con estensione .rfly questo deve essere fatto con l’applicazione Refly.

Rislutato? Se fate doppio click sul file con estenzione .rfly non riuscirete ad aprire il file in questione con il programma Refly: l’unico modo per aprire correttamente un file .rfly sarà, quindi, avviare prima l’app e successivamente aprire il file che avevate già creato con l’opzione del menu file “Open Recent”. Chiarmente lascio a voi immaginare, che succede se vi siete permessi di spostare il file, tramite il file manager o a mano, anziché usando la funzione “Move to” dell’applicazione. In quel caso l’unica soluzione è di aprire Refly ed usare la funzione ‘Open’ del menu file e poi raggiungere il file nella posizione nuova del vostro file (che ripeto è in realtà una cartella e non un file!!)

Ripeto: non è un problema insormontabile: per i pià smanettoni associare l’estensione .rfly al programma Refly sarà cosa di 30 secondi, per i meno tecnici, resta la possibilità di aprire comuqnue il file in seconda istanza, dopo aver aperto l’applicazione Refly.

Tutto questo per farvi capire come, cose così semplici da risolvere e che sono state ben segnalate dall’utente tester, vengono ignorate dagli svuluppatori del prodotto, ma sono cose che infastidiscono l’utente finale he è abituato ad avere le cose che funzionano, tutte in un certo modo, perché il proprio sistema operativo lo fa per tutti.

Così stamane ho scritto una mail allo staff di Refly dicendo loro, per tutte le motivazioni esposte sino ad ora, che non ero piu disposto a fare da tester ad un prodotto che, come tutti gli altri, passando il tempo peggiora invece di miglioare.Ho, anche, concluso la mail con un: “I hope, in the future, you’ll find the way to restore all Refly functionality, as it was, at the beginning, of this app development, and provides the necessary solutions for a blogger, or anyone who writes on Internet.”

Dopo di che ho invocato AppCleaner ed ho dinstallato definitivamente l’app, seppure a malincuore!!

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