Classe di 40 alunni: ritorno al passato.

Leggendo questo post su ansa.it, ed altri collegati alla questione, mi sorge spontanea una domanda: ma i genitori di questi ragazzi, sono di così scarsa memoria? Allora facendo due conti: i ragazzi in questione sono di una quarta classe, ergo hanno sui 16/17 anni. I genitori quindi avranno un’età che potrà variare dai 35 ai 55 anni. Questo breve calcolo per verificare che parliamo della mia, quasi, stessa classe: 1961

Ma si sono scordati questi genitori che ai nostri tempi 35/40 allievi per classe era lo standard? Ed ho bene in mente alcune eccezioni con classi da 42 alunni. Di conseguenza perché fanno tutto sto can can? Noi saremmo più ignoranti dei ragazzi di oggi che fanno un tema di italiano distribuito su due giornate? Non credo proprio!!!

Posso capire che stranisca i ragazzi, perché orami ci si erano abituati a classi più piccole, ma non mi si dica che un’aula di 40 alunni non può imparare, o che il professore non riesca a gestirla, perché questo vorrebbe dire che noi, e chi ci ha preceduto, avremmo subito quanto meno un torto che lo stato dovrebbe risarcirci, e personalmente non la vedo affatto cosi. 

Se invece continua la tendenza dei giorni nostri, un tema di italiano si farà ricevendo il titolo del compito per messaggio su Telegram o WhatsApp con qualche giorno di anticipo, e la conclusione naturale sarà pretendere una scuola con un insegnate per alunno. 

La gente non riesce a capire certe cose? Accetto che se ne lamenti l’alunno, sino ad ora, abituato a classi da 18/20 — quando si arriva a 20 per classe — ma trovo fuori luogo se ne lamentino i genitori: loro ci son passati, come me, ne sono usciti diplomati, come me, ed  hanno la propria cultura, chi più chi meno ovviamente.

Non parliamo, poi, della risposta del provveditorato con una azione veloce, rapida e molto economica — estratto dall’articolo dell’Ansa — 

«Ma la decisione, a quanto pare, è frutto di una richiesta che l’istituto aveva avanzato tempo fa, rimasta parzialmente inascoltata; l’idea era quella di mantenere addirittura quattro sezioni, in quanto gli alunni delle classi poi ‘tagliate’ studiavano una seconda lingua diversa (potendo scegliere tra francese o spagnolo). L’Ufficio scolastico, però, aveva risposto assegnando all’istituto più docenti per poter formare quattro gruppi di studio solo per le ore di lingua.» 

Per concludere, mancava la solita minaccia finale — sempre estratto dall’articolo dell’Ansa — 

«e al provveditorato un solo avvertimento: questa cosa non passerà inosservata, e se dovesse realmente avvenire gli studenti della scuola si mobiliteranno»

Pensassero a studiare, i ragazzi, e ringrazino che la classe ci sia ancora, a noi toccava l’opposto: non si arrivava a minimo 35 alunni: si cancellava la classe!!

Rispondi