Domanda su Quora Italiano…

È giusto per i genitori curiosare nel cellulare dei propri figli?

Controllo Cellulare Figlio

Il mio pensiero in merito è il seguente:


Personalmente dico si. Non sono un genitore per cui rispondo più a pelle che per esperienza diretta.

Credo che avere l’accesso totale al cellulare, e di conseguenza tenere monitorate le attività svolte sull’apparecchio, di un/a figlio/a sia un diritto del genitore, così come un dovere.

Proteggere i propri figli dai rischi che la rete ha insitamente presenti credo, al giorno d’oggi, sia uno dei doveri fondamentali di un genitore.

Quello che trovo sbagliato non è il controllarli, ma il farlo a loro insaputa, questo si lo trovo deleterio.

Bisogna spiegare al figlio, quando gli si da in mano l’apparato, che sarà monitorato; questo secondo me aiuterà il figlio a capire che comunque una figura di riferimento sarà presente; ed è una cosa necessaria visto l’eta, ormai ridicola, a cui si da un cellulare ad un figlio al giorno d’oggi.

La cronaca, purtroppo, alla fin fine mi da ragione. Il cellulare non deve diventare l’erede del televisore ossia qualcosa con cui tenere impegnato il figlio e non dovergli dare bado.

Va spiegato al giovane per cosa gli viene dato e che sarà controllato in maniera non periodica dai genitori.

La mancanza di periodicità nel controllo ha due scopi:

  1. rendere il giovane più attento non sapendo quando il controllo avverrà;
  2. stimolare il senso di responsabilità perché sa che nel periodo, tra un controllo e l’altro, sarà lui a dover decidere cosa poter fare e cosa no.

Questo discorso lo espanderei anche al controllo del computer in uso dal giovane, altro tema molto dibattuto.

 

Parlamento Europeo quasi vuoto per la discussione della redistribuzione dei chiedenti asilo.

Questa mattina si è riunito il Parlamento Europeo per discutere, e trarre le fila, del semestre di presidenza maltese, tant’è che era presente anche il premier maltese Joseph Muscat. Uno punti centrali della discussione, doveva essere, la messa in opera del piano di redistribuzione dei richiedenti asilo, che chiaramente non sta funzionando.

Visto l’importanza della discussione, ci si aspetterebbe che l’aula fosse quasi che piena, ed invece erano presenti solo trenta, e si ripeto trenta, deputati europei oltre al presidente uscente Juncker.

Quest’ultimo, quando gli è stata data facoltà di parlare, ha espresso il suo malcontento molto chiaramente: “Siete ridicoli,” ha esordito Juncker, “Se avessimo avuto qui Angela Merkel o Emmanuel Macron, avremmo avuto l’Aula piena. Il Parlamento non è serio. Non parteciperò più a questo genere di dibattiti“.

Il presidente in carica, l’italiano Tajani,  ha subito censurato Juncker dicendo: “Non le consento di dire che il Parlamento è ridicolo.” Aggiungendo anche: “Non le consento di usare questo linguaggio, è il Parlamento che controlla la Commissione e non il contrario! 

Juncker non ha mollato la posizione rispondendo a voce alta “Siete ridicoli!” ed a quel punto ha rinunciato a proseguire il suo intervento.

Che dire? A memora di europei, di uno scontro così diretto e duro nell’aula di Strasburgo, non si ha riscontro; ma ha poi cosi torto Juncker?

Io credo di no: con una questione così importante da discutere, trovarsi in aula solo 30 deputati , ossia circa il 5% degli aventi posto, sicuramente ha fatto saltare la mosca al naso dell’ex presidente. Come si fa a dargli torto ?

Capisco che Tajani non abbia inteso il perché della così accorata manifestazione di Juncker: qui in Italia che l’aula del Parlamento sia pressoché vuota in casi di discussioni molto importanti è quasi la regola, per cui il povero Antonio si è sbalordito nel sentirsi dare del ridicolo per quella che per lui è una situazione pressoché ordinaria.

Peccato che il Parlamento Europeo dovrebbe essere ben diverso da quello Italiano o Spagnolo o Greco o di un qualunque altro paese europeo. Dovrebbe essere un modello di funzionamento a cui aspirare e non un modello scopiazzato di uno dei peggiori parlamenti europei come quello italiano!!

In un momento come quello attuale, poi, in cui  nazionalismi e populismi premono per lo scioglimento del Parlamento Europeo o quanto meno per l’uscita dei rispettivi paesi da questa istituzione, dare spettacolo in tal modo negativo, sicuramente non è d’aiuto e questo Juncker sicuramente l’ha capito: per questo ha avuto, secondo me, questo scatto di orgoglio Europeo.

Uno scatto che dovremmo emulare? Secondo me si: se si vuole che questo benedetto Parlamento Europeo, alla fin fine, diventi qualcosa di davvero efficiente, funzionante e davvero rappresentativo, non si può accettare che ad una riunione partecipi un ridicolo 5% dei rappresentanti. 

Io, quanto meno, renderei nulla la seduta in caso di assenza del 50% +1 dei rappresentanti.  

Voi che ne pensate?

Manuale sul come tenere un diario con software gratuiti.

Come promesso nel post precedente, riposto il documento sul come creare e gestire un diario usando software gratuiti come LibreOffice ed Evernote.

Il documento in formato e-book (.epub): lo trovate qui.

il documento in formato PDF (.pdf): lo trovate qui.

Buona lettura.

#DicoLaMiaSu — Del tenere un Diario

          

Difficile spiegare ad un adulto a cosa serva un diario: pensano tutti che sia una cosa per adolescenti, da tenere nascosto sotto il letto, o il cuscino, magari con un piccolo lucchetto (ridicolo), per proteggere la propria privacy.

Il diario, invece, ha diversi utilizzi per persone adulte: dal migliorare la propria scrittura; al ricordarsi a distanza di tempo, anche di anni, cose avvenute e relative sensazioni e stati d’animo, legati a quel fatto.

I diario più comune quello che di solito si inizia con: «Caro diario…» ossia quello privato e personale; ma di diari ne possono esistere di tanti tipi diversi, per esempio:

  1. diario di lavoro; 
  2. diario di viaggio;
  3. diario dei propri hobby;
  4. un foto diario.

Insomma si possono tenere diversi tipi di diari a seconda delle proprie esigenze, ricalcando l’elenco appena compilato:

  1. Il diario di lavoro, generalmente, viene compilato per tenere traccia dei progetti in corsa o dei progetti terminati, con annotazioni sulle difficoltà e/o tempi impiegati;
  2. un diario di viaggi può riguardare un singolo viaggio/vacanza oppure più viaggi dipende dal perché si decide di compilarne uno;
  3. il diario degli hobby ha un po’ lo stesso senso del diario di lavoro, ma per i nostri passatempi: di conseguenza sarà meno formale e meno rigido di quello di lavoro;
  4. il foto diario non è necessariamente il diario di un fotografo: chi al giorno d’oggi non fa centinaia di foto con il proprio cellulare o la propria macchina fotografica; e non necessariamente solo quando si è in vacanza!!

Come si può vedere di diari se ne possono tenere di diversi tipi, per i più svariati motivi: sta solo a noi decidere se tenerne uno o più. Se si entra più nel tecnico la differenza tra un diario singolo diversi diari e che il secondo prende il nome di diario aggregato; ma questa è solo una questione tecnica.

Al di là del questione che sia un diario cartaceo o un diario digitale, la cosa forse più difficile è creare l’abitudine a tenere un diario. Non serve certo che lo aggiorniamo ogni ora, oppure ogni giorno, dipende molto da cosa vogliamo riportare nel diario. Diciamo che l’ogni quanto aggiornarlo dipende anche dal tipo di diario che vogliamo tenere. Una cosa è certa: se mantenere un diario diventa una fatica allora si perde il piacere nell’averlo e tanto vale lasciare perdere!

Io già mi immagino i visi sorridenti di molti al solo pensare di dire che tiene un diario, ma non dovete mica raccontarlo in giro!! Il diario deve essere una cosa sicuramente privata. Se scriviamo un diario, dobbiamo farlo avendo la certezza che quello che scriveremmo non verrà letto da altri: controllarsi su quello che si scrive, per paura che venga letto da altri, toglie uno degli scopi del diario stesso, ossia poter scrivere a ruota libera!! 

Nel nostro diario dobbiamo poter scrivere liberamente: se qualcuno ci sta antipatico e vogliamo appellarlo con le peggio definizioni possibili, dobbiamo essere liberi di poterlo fare. Altrimenti facciamo a meno di tenerlo questo diario! Uno degli scopi primari del tenere un diario personale è proprio quello di poter scrivere tutto senza alcun freno: ne per il linguaggio, ne per i concetti. Si deve avere la certezza che solo noi poseremo gli occhi su quello che viene scritto altrimenti la funzione liberatoria, quasi terapeutica, dello scrivere a se stessi o ad un amico immaginario, il diario, viene a cessare.

Va da se, a questo punto, che tra il cartaceo ed il digitale, il secondo risulta più facile da gestire. Questo perché a livello di computer al giorno d’oggi le possibilità di proteggere i nostri documenti sono alla portata di tutti. Che sia un pc Windows, o un Linux o un Mac, i metodi non mancano ed abbondano, quindi rispetto al formato cartaceo, quello digitale risulta più pratico per gestire il/i nostro/i diario/i che siano personali o che siano di altra natura.

Esistono due vie anche in questo caso: appoggiarsi a programmi appositamente scritti per gestire diari, oppure usare normali programmi che sono disponibili per qualunque piattaforma: sui due piedi mi vengono in mente Microsoft Office, LibreOffice, Pages e tanti altri ce ne sarebbero: dipende molto da che tipo di sistema stiamo usando. 

Su come tenere praticamente un diario ho già scritto un altro articolo, ma lo riproporrò per chi se lo fosse perso, al momento mi interessa più parlare del perché tenerlo! 

Chiaramente io sono uno di quelli che tiene un diario, più di uno in realtà, e devo anche sorprendervi dicendovi che da giovane non ne avevo mai tenuto alcuno! 

Eppure iniziare a tenerne uno mi ha aiutato molto a capirmi decisamente di più: non avevo idea di che aiuto potesse essere rileggere a distanza di tempo il perché di determinate scelte o prese di posizione. Mentre mi fu di immediata comprensione potermi sfogare scrivendo le peggio cose su quella determinata persona che non potevo, per motivi vari, attaccare in quello specifico momento.

Scrivere una pagina del nostro diario ha un che di liberatorio: ti permette di essere sincero senza far male a nessuno; e non mi si venga a dire che, per coerenza, si dovrebbe essere sempre sinceri, perché, nella vita di tutti i giorni, questo non è possibile.

Pensateci un attimo: attacchereste il vostro datore di lavoro dandogli dello stupido? Attacchereste l’insegnate di vostro figlio, sapendo che poi la farebbe pagare alla vostra prole? E di esempi simili il vissuto quotidiano è pieno! Per cui ben venga un mezzo che ci permetta di dire davvero tutto quello che ci va di dire su quella persona o quel fatto accaduto.

Diciamo che il diario ci permette una retrospettiva sulla nostra vita: io ho trovato molto utile capire il perché, di certe scelte fatte in passato, o il perché di certe prese di posizione in quel preciso momento. Nella vita frenetica di questi tempi, capita molto spesso di agire in risposta ad uno stimolo, senza avere il tempo di calcolarne le conseguenze, siano esse positive o negative; ed il poterle riaffrontare, con calma, rileggendosi dopo un certo lasso di tempo, ha una forte componente analitica su se stessi, questo a mio parere quanto meno.

Per cui forza: trovate un momento della giornata solo per voi, mettetevi comodi con un pezzo di carta ed una penna alla mano, oppure alla tastiera del vostro computer/tablet o quant’altro, ed iniziate a tenere traccia della vostra vita quotidiana, fra qualche tempo sarete d’accordo con me sui suoi risvolti positivi, fidatevi!!