Classe di 40 alunni: ritorno al passato.

Piccola classe di 30 alunni

Leggendo questo post su ansa.it, ed altri collegati alla questione, mi sorge spontanea una domanda: ma i genitori di questi ragazzi, sono di così scarsa memoria? Allora facendo due conti: i ragazzi in questione sono di una quarta classe, ergo hanno sui 16/17 anni. I genitori quindi avranno un’età che potrà variare dai 35 ai 55 anni. Questo breve calcolo per verificare che parliamo della mia, quasi, stessa classe: 1961

Ma si sono scordati questi genitori che ai nostri tempi 35/40 allievi per classe era lo standard? Ed ho bene in mente alcune eccezioni con classi da 42 alunni. Di conseguenza perché fanno tutto sto can can? Noi saremmo più ignoranti dei ragazzi di oggi che fanno un tema di italiano distribuito su due giornate? Non credo proprio!!!

Posso capire che stranisca i ragazzi, perché orami ci si erano abituati a classi più piccole, ma non mi si dica che un’aula di 40 alunni non può imparare, o che il professore non riesca a gestirla, perché questo vorrebbe dire che noi, e chi ci ha preceduto, avremmo subito quanto meno un torto che lo stato dovrebbe risarcirci, e personalmente non la vedo affatto cosi. 

Se invece continua la tendenza dei giorni nostri, un tema di italiano si farà ricevendo il titolo del compito per messaggio su Telegram o WhatsApp con qualche giorno di anticipo, e la conclusione naturale sarà pretendere una scuola con un insegnate per alunno. 

La gente non riesce a capire certe cose? Accetto che se ne lamenti l’alunno, sino ad ora, abituato a classi da 18/20 — quando si arriva a 20 per classe — ma trovo fuori luogo se ne lamentino i genitori: loro ci son passati, come me, ne sono usciti diplomati, come me, ed  hanno la propria cultura, chi più chi meno ovviamente.

Non parliamo, poi, della risposta del provveditorato con una azione veloce, rapida e molto economica — estratto dall’articolo dell’Ansa — 

«Ma la decisione, a quanto pare, è frutto di una richiesta che l’istituto aveva avanzato tempo fa, rimasta parzialmente inascoltata; l’idea era quella di mantenere addirittura quattro sezioni, in quanto gli alunni delle classi poi ‘tagliate’ studiavano una seconda lingua diversa (potendo scegliere tra francese o spagnolo). L’Ufficio scolastico, però, aveva risposto assegnando all’istituto più docenti per poter formare quattro gruppi di studio solo per le ore di lingua.» 

Per concludere, mancava la solita minaccia finale — sempre estratto dall’articolo dell’Ansa — 

«e al provveditorato un solo avvertimento: questa cosa non passerà inosservata, e se dovesse realmente avvenire gli studenti della scuola si mobiliteranno»

Pensassero a studiare, i ragazzi, e ringrazino che la classe ci sia ancora, a noi toccava l’opposto: non si arrivava a minimo 35 alunni: si cancellava la classe!!

Teresa di Calcutta: tutto un imbroglio?

Disegno di madre Teresa di Calcutta.Qualche giorno fa leggevo questo post e mi sono stranito del fatto che, finalmente, qualcuno parlasse di Madre Teresa di Calcutta in modo così schietto e senza peli sulla lingua. 

La detta Santa, si perché dal 4 settembre 2016 è diventata santa a tutti gli effetti, con tutto quello che comporta questa cosa, è conosciuta da molti come una pia santa donna che ha donato la propria vita all’aiutare i poveri e malati.

Pochi, però, si sono mai presi la briga di approfondire un po’ la conoscenza di questa minuta donna albanese, che a mio parere negli anni ha dimostrato tutta la sua ascendenza slava. 

Christopher Hitchens è stato una di queste poche persone, ed ha pubblicato La posizione della missionaria  che al di la del testo, che in italiano può trarre in inganno, ha riportato in maniera molto chiara e senza veli, i veri lati oscuri di questa, ormai, santa.

Teresa era fondamentalmente una fondamentalista religiosa, che in barba a tutte le apparenze viveva della sofferenza altrui. Altrimenti non si spiega perché nonostante i fiumi di soldi che le arrivavano dalle donazioni, quei poveri disgraziati che finivano tra le sue grinfie dovevano morire in modo così disumano: non era nemmeno concesso l’uso di antidolorifici per aiutare i malati terminali; al massimo, in casi straordinari, era ammesso permettere l’uso dell’aspirina. 

Non parliamo poi della situazione di igiene in cui faceva morire questi poveretti: come riportato nel libro di Hitchens, addirittura venivano usate più e più volte, su pazienti diversi, le stesse siringhe in barba alle più elementari e basilari regole igieniche ed il tutto perché non abbiamo soldi da buttare!

Poi pochi sanno che quei fiumi di soldi che le arrivavano, perché davvero di fiumi si parla, inviati a lei con la precisa indicazione che dovevano servire all’apertura o al miglioramento di strutture ospedaliere, sono, invece,  serviti per aprire nuovi conventi nella bellezza di 150 paesi del mondo! Conventi in cui di certo non si curavano malati: cosa facevano potete ben immaginarlo visto il tipo di persona di cui stiamo parlando. Badate bene: nessuno l’ha mai accusata di essersi appropriata dei soldi inviatele, ma li usava non per quello per cui le erano stati inviati, ossia fare attività di conversione  e diffusione del messaggio —in modalità tipicamente fondamentalista— cattolico.

Quello che adesso, che le cose stanno venendo a galla, fa infuriare chi ha inviato donazioni a lei ed al suo ordine, e che le donazioni non sortivano l’effetto per cui erano state fatte: non curavano nessuno, non miglioravano le condizioni di nessuno. (Citazione dall’articolo)

E non dimentichiamo, tra le sue altre piccole pecche, che era anche un’attivista politica come poche: frequentava regolarmente politici, regnanti e presidenti: tutti presi a donare alla sua causa per aiutare i deboli e curare i bisognosi (non certo per costruire nuovi conventi volti a fare proselitismo becero nei paesi più poveri!!)

Insomma con il tempo sta venendo fuori un’immagine, di questa donna, che non corrisponde molto all’idea che la massa della gente aveva: invece di essere realmente una donna che si prodigava per il bene dei bisognosi, pretendeva da questi ultimi di accettare la sofferenza e la morte come dono di Dio e quindi da vivere appieno con tutto il dolore che questo comportava. 

Verrebbe da domandarsi se in realtà non fosse una sadica in tunica bianca-azzurra.

Citando l’articolo l’immagine di questa santa è quella di una donna con: «Etica della sofferenza, proselitismo aggressivo, fondamentalismo religioso, rifiuto dei diritti umani.» Forse sono questi i lati più disturbanti di una santa o quanto meno dichiarata tale. 

Chissà se, alla luce di questi fatti tutt’altro che nuovi, coloro i quali hanno voluto che si usasse una corsia preferenzialeper beatificarla, prima, e santificarla, dopo, adesso si stiano domandando se la loro scelta di spingere per farla santa, in fretta e furia, sia stata davvero una scelta saggia ed oculata.

Di certo la chiesa, che ben sapeva queste cose, non poteva sperare che queste informazioni restassero in ombra a tempo indeterminato: dovevano immaginare che, prima o poi, in questo mondo in cui ormai tutto viaggia alla velocità della luce, sarebbe diventata di pubblico dominio, in modo più o meno prorompente, chi era davvero Teresa di Calcutta.

Mi domando se esistano casi di decanonizzazione a cui riferirsi per un eventuale ritiro del titolo di santa, visto come stanno le cose davvero. Oppure, come previsto per il papa, la chiesa non può sbagliare per cui non è prevista una correzione dello status di santa ormai assegnato alla piccola donna albanese.

Chissà…

Ischia: come è facile dimenticare il proprio passato!

2010 - Guerriglia contro le forze dell'ordine prima di un abbattimento di casa abusiva

2010 - Momento dell'abbattimento di una casa abusiva ad Ischia

Allora, da dove comincio?

Sicuramente nel dare la mia vicinanza alle vittime ed alle famiglie delle vittime del terremoto di ieri sera: al di la di quello che sto per scrivere, sicuramente la morte, quando colpisce, lo fa ad occhi chiusi.

 

I miei pensieri vanno sopratutto alle vittime, che forse potevano essere evitate. Ho detto forse. Lo dico perché non ho ancora capito in che zona abitavano le vittime del sisma.

 

In ogni caso resta un fatto: il 27 gennaio 2010, quando successe quello che successe, e cosa potete leggerlo su questa pagina del quotidiano Il Corriere del Mezzogiorno datata il giorno successivo, vuoi vedere che tra le motivazioni degli ordini di abbattimento c’erano, per puro caso, anche la mancanza di osservanza delle normative antisismiche?

No, perché da una parte, quella mattina:

Centinaia di residenti in difesa dei seicento manufatti abusivi (si partiva stamane con l’abbattimento di una casa in via Monte Cito a Casamicciola)

e dall’altra:

la polizia in tenuta antisommossa per un confronto che, per tutta la notte, si è tenuto sul filo della tensione, non mancando qualche ruvidezza e qualche provocazione. 

Non parliamo poi quando arrivarono le 9 del mattino, ora in cui si dovette dare il via alle operazioni di abbattimento:

Poi alle 9, quando le ruspe si sono presentate per il «lavoro», il caos è diventato totale. La polizia ha caricato i manifestanti in località «Fango», nel comune di Casamicciola, riuscendo ad allontanarli dalla sede stradale. I manifestanti avevano bloccato con una barricata la piccola strada attraverso la quale si accedeva all’abitazione da demolire, lanciando sassi e bottiglie nei confronti delle forze dell’ordine (sei agenti feriti, prognosi da due a sei giorni). Attimi di vero terrore quando alcuni «rivoltosi» hanno cosparso di nafta la sede stradale per impedire l’ accesso delle ruspe e costruito uno sbarramento con dei camion ed una barricata.

Il povero Giuseppe Impagliazzo, allora, si disse disperato perché non aveva dove andare a dormire, non aveva soldi ed in quel momento gli stavano togliendo anche la sua casa. Scusi signor Impagliazzo, invece di spendere i soldi nel costruire una casa dove diavolo pareva a lei in barba a tutte le leggi di tutela dell’ambiente che Ischia ha approvato, poteva mica tenerseli quei soldi? Oppure impiegarli per costruirsi una casa laddove era possibile legalmente costruirla? 

 

No, assolutamente. Vuoi mettere avere la casa che è, cito testualmente:

… situata in un punto da cui domina tutto il panorama di Lacco Ameno e parte di Forio a circa 200 metri sul livello del mare, in zona collinare.

Beh si: una vista del genere val bene la pena di infrangere la legge ed abbattere 60mq e più, visto che 60mq erano solo di area calpestabile, di bosco, per fare posto alla sua villetta vero? E come eravamo messi a normative? Quelle antisismiche in particolare? Non voglio nemmeno chiederlo!!!!

 

Non contenti i signori abitanti dell’isola, qualche giorno prima hanno  ben pensato di mandare avanti i propri figli, per non correre rischi in prima persona immagino io, e …

Due giorni fa, un corteo di 3000 persone aveva sfilato tra Lacco Ameno e Ischia, esponendo striscioni e gridando slogan. Molte le case abusive sull’isola, soggetta a vincolo paesaggistico e ambientale, che rischiano l’abbattimento. Tra queste, non solo giganti di cemento ma anche comuni abitazioni.

3000 avete letto bene 3000 persone, di cui la maggiroranza ragazzi mandati a contestare gli ordini di abbattimento a protezione dell’ambiente. Che schifo di genitori.

 

Ora mi domando: quante di quelle case, venute giù col terremoto di ieri, erano case in regola e quante no? Perché se anche solo una di quelle case fosse stata abusiva allora, se fossi un avvocato, configurerei il reato di omicidio volontario. o tentato, per quelli che si son salvati, nei confronti dei propri figli!!

 

In ogni caso, è ovvio che non si può dare la colpa del terremoto alle case abusive, quanto meno io non sono in grado di dimostrare che ci sia una correlazione possibile tra le due cose; magari qualche scienziato invece ci riuscirà, non saprei. 

 

Resta il fatto che chi, abitualmente, costruisce abusivamente di certo non spreca soldi per norme varie, considerate solo inutili, salvo poi invocarle quando il danno è fatto!!

 

Non voglio nemmeno arrivare a dire ben ti sta se dovesse venire fuori che una o più delle case collassate fossero abusive, d’accordo cinico, ma non lo sono così tanto, alla fin fine. 

 

Però un pensierino, ai padri di quei ragazzi inviati a protestare, ed a fare la guerriglia alle forze dell’ordine,  glielo farei fare: se uno dei loro ragazzi fosse rimasto ferito o peggio ancora morto a causa del crollo di una abitazione abusiva come la vivrebbero ora?

 

Come concludere… che schifo di gente…. altro  non so dire (e sia chiaro che mi riferisco a TUTTI quelli che costruiscono abusivamente, in tutto il paese, non solo ad Ischia!!).

 

Medium ed i suoi applausi: saluti e baci!!

 

Medium Italia Long

Ok, adesso rasentiamo il ridicolo!!!

Medium era una bella piattaforma, tecnologicamente, ovvio lo è ancora, ma da quando hanno chiuso la sezione Medium Italia, licenziando sui due piedi il personale che era stato assunto appositamente per quella sezione, le cose sono andate sempre peggio: prima di tutto gli iscritti italiani operativi sono scesi sensibilmente, seconda cosa, hanno man mano optato per scelte, direttive, sempre più incentrate a dare bado solo agli utenti anglofoni. Ultima questa stupidaggine degli applausi!!

Ma dico io, come si pensa di poter dare una valutazione ad un post, con un sistema praticamente a punti da 0 a 50, considerando poi il tempo che si perde a registrare i 50 applausi che devono essere dati tappando 50 volte velocemente, con pause ogni 10 altrimenti non ne prende di più, oppure tenere premuto il tap sul simbolo degli applausi a tempo indeterminato per raggiungere il 50mo. Questo secondo metodo, poi, richiede troppo tempo perché l’auto incremento è piuttosto lento. Aggiungiamoci, poi, che per Tizio un valore 10 è alto per Caio 10 sarà un punteggio bassissimo.

Come diceva qualcuno in diversi post dove tutti si lamentavano di questa scelta, a monte di questa decisione potrebbe esserci una volontà di maneggiare i punteggi, in un prossimo futuro, per privilegiare chi vorranno loro. Vuoi metter ricordarti se hai 100 o 200 punti singoli per un post piuttosto che averne 10000 o 20000? E quest’ultimi punteggi sono facilmente raggiungibili a 50 punti a post per utente!!!

Considerando, in ultimo, che qualunque forma di interazione con E. Williams è impossibile, e questo lo dico per precedenti dirette esperienze, arrivo alla conclusione che MI SONO ROTTO!!

Quindi, continuerò ad usare Medium per i miei scopi senza tenere assolutamente conto dei punteggi da quest’ultimo assegnati.

In breve presenterò un incipit al mio post e poi il link per leggere tutto il post sui MIEI blog. Se ad E. Williams questa cosa non sta bene, mi revochi pure l’account, per quello che mi interessa a questo punto; ma non mi dica che questa cosa non è permessa perché ho già una discreta lista di personaggi piuttosto noti, negli states, che lo fanno già da un pezzo!!

Quindi signori, questo è un arrivederci: a parte entrare per creare il post di rimando al mio blog, non credo qui farò molto altro. E mi dispiace perché ci son delle persone che meritano davvero qui dentro; peccato che loro, prima di me, hanno già abbandonato, chi in parte, chi del tutto, Medium per altre forme di scrittura pubblica.

Ciao a tutti !!

P.S. per E. Williams

Ma se volevi ridurre il sito ad un contenitore solo per anglofoni, perché non lo scrivi direttamente nella fase di registrazione? Un bel «This site is for English (oppure Amirican) readers/writers only…»; Almeno non facevi perdere un sacco di tempo, ad un sacco di gente. 

E no! Non te lo scrivo in inglese… manco morto !!

Polizia Postale: «Appoggiate i vostri figli, vittime del bullismo informatico.»

 

Questo, a grandi linee, poteva essere il titolo di un servizio, andato in onda sul telegiornale delle 14 di oggi. In realtà il servizio era incentrato su una categoria ben precisa di applicazioni, ossia quelle che permettono di mandare messaggi in maniera totalmente anonima, da qualcuno verso il proprio rampollo.

È vero che queste applicazioni, come la tanto nominata, e probabilmente anche madre di questo specifico servizio nel telegiornale, Sarahah permettono di tirare fuori il peggio dai nostri ragazzi, ma premesso che Sarahah è solo l’ultima di questo tipo di applicazioni in circolazione, c’è da dire che nessuno dei nostri figli, in realtà è in pericolo, salvo non se la vada a cercare. 

Mi spiego: queste applicazioni permettono di mandare messaggi, in totale anonimato, verso qualcuno. Ok: questo concetto ormai credo sia chiaro! C’è però un particolare che non va scordato: questi servizi possono colpire i ragazzi  a patto che, detti ragazzi, si iscrivano al servizio. 

Non è che, da un giorno all’altro, uno si trova coperto da insulti perché l’applicazione l’abbia preso di mira!!! Ci deve essere stata una serie di azioni coscienti e volute, eseguite dal ragazzo, affinché esso diventi vittima del suo (mal)uso.

Le azioni da compiere son quelle che il ragazzo conosce più che bene, perché sono le solite previste da qualsiasi servizio si voglia usare al giorno d’oggi:

  1. cercare il sito che offre il servizio; 
  2. andare sulla pagina del servizio;
  3. riempire i campi con i dati richiesti (il minimo sindacale sono la casella email ed una password);
  4. Andare sulla propria posta e cercare la mail ove si trova un link che conferma che quello che vogliamo è proprio iscriverci al servizio;

A questo punto si deve fare una cosa in più, rispetto a tanti altri servizi, e che il solo farlo, fa capire bene che siamo più che coscienti di cosa stiamo facendo ed a cosa stiamo dando il via:

  1. comunicare a tutto il mondo che siamo iscritti a questo servizio e quale sia il nostro link per poter essere raggiunti.

A questo punto credo sia indiscusso che i ragazzi non possono essere vittime involontarie di una sottoscrizione truffaldina o commessa da qualcuno a nostra insaputa (ricordate il punto 4 si? Dovendo confermare dalla nostra email che vogliamo iscriverci, non c’è possibilità che altri ci iscrivano a nostra insaputa!!).

Ammesso, e non concesso, che qualcuno avesse accesso alla nostra casella di posta, comunque se non viene svolto anche il punto 5 il disastro non potrebbe in nessun caso avere inizio.

Allora cara la mia Polizia Postale: invece di consigliare ai genitori di aiutare i figli, vittime di bullismo attraverso questo genere di servizi,  dopo il che danno è stato fatto, consigliate loro di insegnare ai ragazzi di usare la testa prima di iscriversi ad un servizio, che sappiamo tutti molto bene in questo paese potrà essere usato in un solo modo: offendere a rotta di collo.

Se il ragazzo ragionasse prima, su cosa sta facendo o meglio di cosa sta per avviare, al momento dell’iscrizione si eviterebbe dopo che i genitori debbano intervenire, con azioni lenitive o do supporto, allo stato d’animo del ragazzo, e non dovrebbe prendersi la bega, del tuto inutile tra l’altro, di dover andare al commissariato a denunciare il fatto che il proprio rampollo è bersaglio di bullismo informatico.

In questo caso il pargolo non è (solo) vittima del bullismo informatico, ma anche della propria leggerezza nell’iscriversi a certi servizi!!

 

https://sarahah.com la ricerca disperata di farsi offendere!!

Sito Sarahah.com

È da un po’ di giorni che vedo in giro, sui social, tanta gente che dice di esseri iscritta al sito https://sarahah.com, e che si aspetta di vedere cosa succeda: tant’è che alla fine sono voluto andare a vedere di cosa si trattasse.

Praticamente, a detta del sito, se ti registri, dai la possibilità di farti mandare massaggi, totalmente anonimi, da chiunque abbia il tuo link corrispondente.

Premesso che vorrei approfondire quanto, davvero, siano anonimi questi messaggi, non capisco lo scopo di dare la possibilità alla gente di poterti coprire di insulti in maniera anonima.

Perché al di la dei termini d’uso del sito, che sono piuttosto chiari sul modo in cui il sito può essere usato, è altrettanto chiaro che i titolari del sito, non si prendono alcuna responsabilità sul contenuto del messaggi inviati. Inoltre nella sezione about us è specificato anche che della tua email, usata al momento della tua registrazione, possono fare quel diavolo che gli pare, compreso a questo punto ne deduco, venderla al miglior offerente più e più volte, leggi gestori di mail list pubblicitarie che tanto amiamo vedere arrivare nelle nostre caselle di posta senza aver mai sotto scritto l’accesso a dette liste!!!

Quello che mi fa sorridere è che il sito spaccia il servizio come un mezzo per:

Get honest feedback from your coworkers and friends’ oppure ‘Let your friends be honest with you. 

Il dubio mi sorge spontaneo: perché, un mio amico per essere sincero con me, o avere una risposta onesta da colleghi di lavoro, devo permettere loro di farlo attraverso un servizio anonimo?????

Non so in altri paesi, ma in Italia, ovviamente, il servizio viene utilizzato in tutt’altra maniera: chi si iscrive lo fa per permettere a chiunque di offenderlo nei peggiori modi possibili, essendo protetti, almeno in teoria, dall’anonimizzazione del servizio. Chi utilizza il servizio come utente, di sicuro non lo usa per fare i complimenti: se volesse farli, lo farebbe con una email o attraverso uno dei tanti canali sociali in uso da cani e porci in questo, ed altri, paesi.

Quindi abbiamo, da una parte un servizio che permette di mandare messaggi anonimi, ma con una regolamentazione che vieta l’uso del servizio per offendere

All users should commit to ethics and values and should refrain from insult and abuse of the site.

Dall’altra abbiamo utenti desiderosi di essere insultati pesantemente, sapendo che non potrà mai sapere effettivamente chi lo ha insultato. 

Potrà immaginarlo, o dedurlo dal modo di scrivere o dalle affermazioni riportate nel messaggio, ma non potrà mai avere la certezza su chi ti ha scritto. 

Il che porta ad un altro problema: io ti scrivo un messaggio offendendoti malamente, e metto come firma, volutamente visto che nessuno me lo può impedire, una firma, che però non è mia. Come la mettiamo? 

Ne deduco che oltre ad essere stato creato per offendere gratuitamente ed in incognito, il sito abbia anche l’altro nobile scopo, di mettere nei guai terzi che magari nemmeno sanno dell’esistenza di questo servizio!

Quello che più mi colpisce, però, è che per partecipare a questo gioco al massacro, uno deve iscriversi volontariamente. Quindi delle decine di utenti che ho già visto in giro per i social, ci sono decine di persone in attesa di essere coperte di insulti.

Qualcuno ha idea di che peso potrebbe avere un sito del genere durante le ricerche fatte da qualcuno che analizza i flussi di informazioni di chi si candita per un posto di lavoro?

Si perché ho già visto diversi di questi nuovi utenti iscriversi con proprio nome e cognome, candidamente, o meglio senza aver pensato alle conseguenze dell’uso di un simile servizio sulla nostra reputazione sociale. Cosa che molti non considerano, ma che ha un peso non indifferente quando ci si propone per una posizione lavorativa!!

Resto comunque basito: non riesco a capire che senso abbia iscriversi ad un servizio del genere: sappiamo in che in questo paese questo servizio sarà utilizzato, solo ed esclusivamente, per offendere le persone, allora perché iscriversi mi domando? 

Forse dovrei domandarlo a chi si è iscritto, magari usando proprio il servizio anonimo, per avere risposte non edulcorate dal fatto che sappiano che le persone, magari, le conosco nella vita reale.

Ahh, dimenticavo una cosa fondamentale di questo servizio: essendo di natura anonima, almeno in teoria, i messaggi arrivano senza la possibilità di poter rispondere: quindi offesi e zitti!!

Secondo voi è normale questa cosa? Ossia che la gente ci si iscriva pur sapendo che qualunque cosa arriverà tramite il sito, nel 99,9% dei casi saranno offese, a cui non potranno nemmeno rispondere????

 

Non so, non capisco… e voi ?

Kim Jong-un VS H.R. McMaster

Fungo Nucleare

 

Oggi, leggendo le notizie in giro per la rete, sento uno strano senso di schizofrenia che sta prendendo il mondo: da una parte leggo titoli come Hiroshima, 72 anni dal disastro nucleare dall’altra articoli come Usa pronti a usare ‘forza schiacciante’ su Corea Nord oppure Affondo Usa contro Corea del Nord: “Pronti a guerra preventiva”

Possibile, mi domando, che il mondo a distanza di, soli, 72 anni non ricordi più quale sia il costo dell’uso di una bomba atomica? E se si, perché gli USA adesso danno fuoco alla miccia, di un possibile innesco, minacciando di attaccare, preventivamente, la Corea del nord? Pensano forse che Kim Jong-un non sia così folle da rispondere, anche fosse un attacco solo tradizionale, con una risposta nucleare? Se si allora sono dei folli!

È pur vero che all’insediamento di H.R. McMaster, come consigliere per la sicurezza nazionale di Donald Trump, non dico tutti, ma molti si sono dichiarati preoccupati perché McMaster è notoriamente un falco dal punto di vista militare, e la paura di tanti era che si spingesse oltre il limite. Secondo me, con questa minaccia, l’ha fatto. 

Trovo, poi, poco credibile che McMaster, e Trump stesso, non si rendano conto del rischio che stiano correndo, o forse è davvero così: abituato com’è, Trump, a fare sparate di questo calibro, avrà considerato normale gonfiare il petto con Kim Jong-un, non rendendosi conto, forse, che questi non aspetta altro che un pretesto per scatenare il disastro.

Abbiamo visto, negli ultimi tempi, che Kim Jong-un non si preoccupa minimamente delle reazioni alle sue minacce, tant’è che ha continuato bellamente a fare i suoi test missilistici, come se non corresse alcun rischio. 

Che poi, mi domando, se Kim Jong-un stesso, si sia mai posto il problema su come il resto del mondo reagirebbe se lui attaccasse gli Stati Uniti, con armamento atomico o meno: starebbero a guardare senza intervenire? Farebbero finta di nulla? O si troverebbe con le altre potenze atomiche che, reagendo in risposta all’attacco verso un paese membro dell’O.T.A.N., renderebbero radioattivo tutto il suo paese, radendolo al suolo con diverse atomiche come risposta all’aggressione di un paese amico?

Noi comuni mortali, nelle nostre chiacchierate al bar, ci rassicuriamo dicendo che nessuno sarebbe così pazzo da avviare una guerra con un attacco atomico; ma ne siamo davvero convinti oppure cerchiamo, solo, di rassicurarci l’un l’altro? La gente, che non ha alcun controllo decisionale, davvero è tranquilla rispetto a questa situazione? Quanti sono davvero tranquilli nei confronti dell’atteggiamento di Kim Jong-un, e quanti si sentono più tranquilli dopo aver sentito le minacce di McMaster e di Trump. 

Sinceramente, io, non mi sento affatto tranquillo per diversi motivi. Indipendentemente dal fatto che iniziasse una ipotetica guerra la Corea del nord o L’America, pur restando che eventuali lanci avverrebbero solcando l’oceano Pacifico e non l’Atlantico lasciando così l’Europa fuori dalla traiettoria dei missili, non è che per questo mi senta al sicuro, tutt’altro. 

Considerando che sicuramente lo scambio di ordigni nucleari non si limiterebbe ad un missile a testa, chi pagherebbe, poi, lo scotto in termini di fall-out? Di sicuro non solo i coreani del nord e gli americani. Purtroppo nonostante entrambi credano di essere delle divinità in terra, nessuno dei due sarebbe in grado di contenere il fall-out radioattivo ne, soprattutto, lo spostamento del fall-out verso altri stati. 

Guardando in questo preciso momento le cartine del vento, la prima ad essere colpita sarebbe la Cina, visto che i venti, in questo periodo soffiano dalla corea del nord verso la Cina meridionale; e sempre per come soffiano ora i venti, se venisse colpita l’America del nord, l’intera Europa settentrionale sarebbe interessata dai venti che porterebbero il materiale radioattivo da li.

Insomma non la vedrei bene per nessuno: forse chi se la caverebbe, almeno in una prima fase, sarebbero i continenti africano ed australiano, ma per il resto la vedo male più o meno per tutti gli altri. 

Inoltre, la Corea del nord dovrebbe considerare che, al momento quanto meno, riceverebbe anche il materiale radioattivo dagli Stati Uniti, visto le correnti aeree, attualmente, in essere. Che dire? Io non vedo la vincita ne dell’uno ne dell’altro, perché sicuramente altri giocatori dello scacchiere internazionale atomico si muoverebbero subito, in caso di conflitto nucleare tra questi due paesi!

Allora che senso ha il continuo stuzzicare di Kim Jong-un verso gli americani lanciando, praticamente senza soluzione di continuità, missili per fare prove; che senso ha da parte di McMaster minacciare Kim Jong-un di un possibile attacco preventivo?

Al solito bar diranno che entrambi stanno mostrando i muscoli, ma nessuno si azzarderebbe mai a scatenare una guerra nucleare. Che inizino con l’idea di un attacco preventivo tradizionale, posso pensarlo anch’io, ma non mi dicano che non prevedono una escalation verso le armi nucleari, perché per quanto abbiamo potuto vedere sino ad ora, Kim Jong-un sicuramente una cosa non è: ossia un sano di mente!!

 

Domanda su Quora Italiano…

È giusto per i genitori curiosare nel cellulare dei propri figli?

Controllo Cellulare Figlio

Il mio pensiero in merito è il seguente:


Personalmente dico si. Non sono un genitore per cui rispondo più a pelle che per esperienza diretta.

Credo che avere l’accesso totale al cellulare, e di conseguenza tenere monitorate le attività svolte sull’apparecchio, di un/a figlio/a sia un diritto del genitore, così come un dovere.

Proteggere i propri figli dai rischi che la rete ha insitamente presenti credo, al giorno d’oggi, sia uno dei doveri fondamentali di un genitore.

Quello che trovo sbagliato non è il controllarli, ma il farlo a loro insaputa, questo si lo trovo deleterio.

Bisogna spiegare al figlio, quando gli si da in mano l’apparato, che sarà monitorato; questo secondo me aiuterà il figlio a capire che comunque una figura di riferimento sarà presente; ed è una cosa necessaria visto l’eta, ormai ridicola, a cui si da un cellulare ad un figlio al giorno d’oggi.

La cronaca, purtroppo, alla fin fine mi da ragione. Il cellulare non deve diventare l’erede del televisore ossia qualcosa con cui tenere impegnato il figlio e non dovergli dare bado.

Va spiegato al giovane per cosa gli viene dato e che sarà controllato in maniera non periodica dai genitori.

La mancanza di periodicità nel controllo ha due scopi:

  1. rendere il giovane più attento non sapendo quando il controllo avverrà;
  2. stimolare il senso di responsabilità perché sa che nel periodo, tra un controllo e l’altro, sarà lui a dover decidere cosa poter fare e cosa no.

Questo discorso lo espanderei anche al controllo del computer in uso dal giovane, altro tema molto dibattuto.

 

Tu come lo leggi un post ?

Tu come lo leggi un post? 

Così mi è stata posta la domanda, e devo dire che non ci avevo mai pensato e mi sono chiesto: “esisterà un modo corretto di leggere un post ?”

Sembra una domanda stupida, ma pensandoci bene non lo è per nulla a mio avviso. Ovviamente il come sarà soggettivo, ma ci saranno sicuramente delle cose in comune a tutti nel modo in cui affrontiamo la lettura di un post quando lo facciamo.

Personalmente divido i post in due grandi categorie:

  1. post di persone a me già note come blogger o scrittori di articoli in generale;
  2. post di persone che ancora non ho mai letto.

A monte ancora la grande scrematura con l’eliminazione di tutti quei post che iniziano con cose tipo:

  • X modi per…
  • Ho fatto X volte questo e cosa è successo non potevo immaginarlo (e simili ovviamente)
  • X giorni per diventare…
  • Fai questa cosa X volte e …
  • Ti insegno come si fa a diventare…

Questi post, fin dove posso, li elimino automaticamente a monte, dove non posso li evito di norma comunque per motivi che non credo serva spiegare: diciamo che in linea di massima evito i post che possano essere dei clickbite senza un reale interesse.

Una volta trovato il post che mi interessa, controllo se, o meno, sia di un autore a me noto. Se si posso ancora filtrare se l’autore in passato ha mostrato post che non mi interessavano. Altrimenti passo alla lettura che faccio in diverse fasi.

Un post di Medium per esempio, lo elaboro in 5 fasi:

    1. Prima lettura: mi occupo più di tutto di capire bene cosa l’autore sta dicendo, perché e se ha, per me, qualche utilità immediata o futura.
    2. Rileggo il testo e verifico eventuali errori tipografici, come le classiche sviste sul verbo essere con l’accento sbagliato e stesso vale per le parole come perché, può e simili. Nel caso le trovo e sono in versione web, al momento della lettura, apro una nota privata e segnalo gli errori all’autore.
    3. Riparto da zero ed evidenzio le parti che per me hanno un senso particolarmente importante. Sono tentato di commentare ogni evidenziazione un po’ vecchio stile mailing list, ma cerco di evitarlo perché mi rendo conto che, per l’autore aprire 10 messaggi diversi per un solo post da un solo lettore, sia un po’ una scocciatura. Per cui cerco di riassumere, di solito, il tutto in una, al massimo due, risposte all’articolo.
    4. Passo successivo, se per me ha un valore come post, attivo la raccomandazione cliccando sul cuore in fianco, o in fondo, al pezzo e condivido sui miei social.
    5. Ultima cosa, non sempre necessaria, se mi serve poter recuperare il post, in un futuro non immediato, lo inserisco nel book mark così da poterlo reperire quando mi servirà; oppure, se sono in mobilità, mi mando il link sul mio account Telegram oppure, sempre tramite la condivisione, mi creo una nota su Evernote.

Come vedete ho la mia routine nel leggere un post. Voi ne avete una che seguite sempre? Oppure andate ad istinto a seconda del post che vi trovate a leggere in quel momento?

Fatemi sapere!!

 

 

 

Parlamento Europeo quasi vuoto per la discussione della redistribuzione dei chiedenti asilo.

Questa mattina si è riunito il Parlamento Europeo per discutere, e trarre le fila, del semestre di presidenza maltese, tant’è che era presente anche il premier maltese Joseph Muscat. Uno punti centrali della discussione, doveva essere, la messa in opera del piano di redistribuzione dei richiedenti asilo, che chiaramente non sta funzionando.

Visto l’importanza della discussione, ci si aspetterebbe che l’aula fosse quasi che piena, ed invece erano presenti solo trenta, e si ripeto trenta, deputati europei oltre al presidente uscente Juncker.

Quest’ultimo, quando gli è stata data facoltà di parlare, ha espresso il suo malcontento molto chiaramente: “Siete ridicoli,” ha esordito Juncker, “Se avessimo avuto qui Angela Merkel o Emmanuel Macron, avremmo avuto l’Aula piena. Il Parlamento non è serio. Non parteciperò più a questo genere di dibattiti“.

Il presidente in carica, l’italiano Tajani,  ha subito censurato Juncker dicendo: “Non le consento di dire che il Parlamento è ridicolo.” Aggiungendo anche: “Non le consento di usare questo linguaggio, è il Parlamento che controlla la Commissione e non il contrario! 

Juncker non ha mollato la posizione rispondendo a voce alta “Siete ridicoli!” ed a quel punto ha rinunciato a proseguire il suo intervento.

Che dire? A memora di europei, di uno scontro così diretto e duro nell’aula di Strasburgo, non si ha riscontro; ma ha poi cosi torto Juncker?

Io credo di no: con una questione così importante da discutere, trovarsi in aula solo 30 deputati , ossia circa il 5% degli aventi posto, sicuramente ha fatto saltare la mosca al naso dell’ex presidente. Come si fa a dargli torto ?

Capisco che Tajani non abbia inteso il perché della così accorata manifestazione di Juncker: qui in Italia che l’aula del Parlamento sia pressoché vuota in casi di discussioni molto importanti è quasi la regola, per cui il povero Antonio si è sbalordito nel sentirsi dare del ridicolo per quella che per lui è una situazione pressoché ordinaria.

Peccato che il Parlamento Europeo dovrebbe essere ben diverso da quello Italiano o Spagnolo o Greco o di un qualunque altro paese europeo. Dovrebbe essere un modello di funzionamento a cui aspirare e non un modello scopiazzato di uno dei peggiori parlamenti europei come quello italiano!!

In un momento come quello attuale, poi, in cui  nazionalismi e populismi premono per lo scioglimento del Parlamento Europeo o quanto meno per l’uscita dei rispettivi paesi da questa istituzione, dare spettacolo in tal modo negativo, sicuramente non è d’aiuto e questo Juncker sicuramente l’ha capito: per questo ha avuto, secondo me, questo scatto di orgoglio Europeo.

Uno scatto che dovremmo emulare? Secondo me si: se si vuole che questo benedetto Parlamento Europeo, alla fin fine, diventi qualcosa di davvero efficiente, funzionante e davvero rappresentativo, non si può accettare che ad una riunione partecipi un ridicolo 5% dei rappresentanti. 

Io, quanto meno, renderei nulla la seduta in caso di assenza del 50% +1 dei rappresentanti.  

Voi che ne pensate?