#DicoLaMiaSu: FBI, TOR e Pedofili

Un amico mi aveva suggerito di leggere un post su una rivista on line di informatica, piuttosto nota, per cui di norma piuttosto affidabile.

A detta sua l’articolo era da far venire i brividi per la scioltezza con cui gli americani hanno optato tra il liberare un noto pedofilo, o il dichiarare con che mezzi sono arrivati ad carpire l’IP di detto pedofilo.

Il titolo del pezzo presente sul sito di Punto-Informatico.it è: «USA, la lotta al pedoporno vale meno di un hack di TOR?».

Per chi non fosse del settore chiariamo un paio di punti:

  1. TOR è un protocollo di anonimzzazione che da anni fornisce l’anonimato a giornalisti, rifugiati politici, perseguitati religiosi. Come sempre c’è anche chi ne abusa sfruttando il fatto che TOR rende virtualmente impossibile rintracciare gli indirizzi IP di chi utilizza questa tipologia di rete, per commettere reati di vario genere; dalla vendita di droghe, alla vendita di documenti falsi, allo scambio, e questo è il caso del soggetto in questione, di materiale pedo-pornografico, tra chi soffre di questa terribile malattia: ossia i pedofili.

  2. Le autorità americane, in realtà, da anni dicono di riuscire a de anonimizzare gli utenti che usano TOR, ma in realtà, quelle poche volte che ci sono riusciti, compresa questa, la falla usata non era della rete TOR, ma del browser su cui TOR si appoggia, ossia Mozzila Firefox. Tanto è che in questo specifico caso uno dei gruppi che più insiste per avere le specifiche su come, questa volta, ci siano riusciti, e proprio la Mozzilla Foundation: sapendo che il fatto è successo proprio a causa di un loro bug, vogliono sapere quale sia per poterlo sistemare e rendere di nuovo sicuro usare TOR.

Nella causa in corso tra Jay Michaud e l’FBI l’oggetto del contendere si è spostato dal fatto che Jay Michaud sia un pedofilo da fermare, al fatto che l’FBI deve spiegare come ha fatto ad ottenere i suoi dati.

L’FBI, dal canto suo, dice che la tecnica con cui ha ottenuto i dati è troppo importante per renderla pubblica, perché se lo facessero Mozzilla Foundation sistemerebbe il bug e l’FBI non potrebbe più usare quella falla per rintracciare gli IP di chi usa TOR.

Nel mentre «Vista la resistenza dell’FBI, giustificata con la necessità di preservare il segreto su un importante strumento di indagine, la giustizia statunitense aveva decretato che le prove raccolte per mezzo della NIT si sarebbero dovute invalidare qualora il codice impiegato dall’FBI fosse rimasto riservato»

Intanto l’FBI per far capire che non aveva nessuna intenzione di rendere pubblico il metodo usato, ha posto quest’ultimo sotto segreto di stato facendo arrivare la questione ad una fase di stallo che ha ben pensato di sciogliere chiedendo l’archiviazione del caso contro Jay Michaud, formulata proprio dal Dipartimento di Giustizia, a nome dell’FBI: “Il governo deve scegliere fra la divulgazione delle informazioni classificate come segrete e la deposizione dell’accusa” si spiega nel documento e poiché “la divulgazione non è al momento un’opzione” il caso dovrebbe essere chiuso. pur di non svelare il metodo usato per ottenere gli indirizzi IP dalla rete TOR.

«Sono oltre 135 i processi originati dall’operazione Pacifier, condotti contro altrettanti cittadini sospettati di aver partecipato al traffico pedopornografico di Playpen: nonostante le sostanziali analogie, non tutti si sono arenati sulla validità di prove raccolte con del codice riservato.»

Le parti in corsivo sono state prese direttamente dall’articolo di Gaia Bottà sul sito di Punto Informatico.

Che dire? Una agenzia governativa, che rischia di rimettere in libertà 136 pedofili beccati con le mani nel sacco, per proteggere il metodo con cui li hanno incastrati si classifica da se.

 È pur vero che dagli americani ormai non c’è da stupirsi più di nulla, ma lasciare liberi 136 pedofili, con i danni che possono fare a non so quanti bambini, in giro per il paese, per una questione di principio, la trovo davvero una cosa pietosa. Succedesse da noi probabilmente rischierebbero l’insurrezione generale del popolo italiano.

Mi domando sempre, quando leggo notizie come queste, come quelle di Snowden ed altre simili, come faccia quel popolo a permettere ai loro governanti di fare scelte simili in nome di una agenzia poi, l’FBI, nota per le porcate fatte negli anni e che, per quanto sappiamo non ha mai smesso di farle certe porcate.

Accettereste in Italia di liberare 136 pedofili per non dichiarare come li avete incastrati? Credo proprio di no. Evidentemente il peso della parola morale do noi ha un peso ben diverso che negli Stati Uniti, altrimenti non si spiega questo loro comportamento. Io, personalmente, quando ho letto di questa cosa, sono rimasto schifato a dire poco, e credo chiunque altro da noi, intendo in Europa, proverà quello che ho provato io. Almeno io me lo auguro, altrimenti vuol dire che stiamo prendendo una deriva tipo americana, e se così fosse io qui, non ci resterei a vivere, assolutamente no!!